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SOSPESI NEL TEMPO
(THE FRIGHTENERS)
di Peter Jackson

Prima di tutto una premessa: è innegabile che Peter Jackson sia una spanna sopra ai suoi colleghi registi, nel campo dell'orrore estremo: è riuscito a dare una sceneggiatura solida, senza punti morti o cadute di tono a "Splatters - Gli Schizzacervelli ", che diretto da Stuard Gordon (un nome a caso) non sarebbe stato altro che un'accozzaglia di effettacci, e si appresta a stupire tutti con la sua trilogia dedicata al "Signore degli anelli". Detto ciò, devo ammettere che "Sospesi nel tempo" non è certamente il suo miglior lavoro, sembra che per girarlo sia sceso a compromessi con la pacatezza dei toni tipica di Hollywood, quindi non aspettatevi particolari effetti gore e neppure molto sangue; ma il talento di Jackson brilla anche in questo film, così alla mancanza di suspence iniziale supplisce un'immensa ironia (ed una cosa rarissima, in questi tempi: un'assoluta mancanza di volgarità), e mentre il film avanza la mano del regista è tale da riuscire a coinvolgere il pubblico in un crescendo di tensione drammatico da lasciare stupefatti. Quello per cui un film come "sospesi nel tempo" spiazza, è proprio la sua capacità di mutare continuamente di atmosfera: parte come una parodia del cinema hollywoodiano, con tutti i suoi riferimenti a "full metal jacket" (il guardiano fantasma del cimitero è proprio il famigerato addestrato delle giovani reclute nel film di Kubrick), a "Ghost" o a "Linea mortale", poi ci si ritrova in un thriller da cardiopalma, con inquietanti flashback, quasi una versione più emozionante e meno allucinata di "Natural born Killers". La trama è piuttosto semplice: un giovane medium (M.J.Fox, a dire il vero un po' fuori parte), ossessionato dalla morte della moglie, si trova a combattere contro un serial killer, che dall'aldilà vuole continuare a mietere vittime per entrare nel guinnes dei primati; lo aiuteranno tre buffi fantasmi: un giudice ultracentenario (spassosa la scena in cui tenta un accoppiamento con una mummia, in un museo....), un topo da biblioteca ed un residuato degli anni 70 house. Come vedete la trama non è delle più avvincenti, ma qui sta la qualità di un regista: trasformare un film di basso profilo in un lavoro da applausi. E Jackson in questo non è secondo a nessuno. .

VOTO: 7


RECENSIONE DI

STEFANO PROTTI

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