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Durante la metà
degli anni 80 il filone cinematografico degli zombi
ed il serial inaugurato dal "Nightmare" di Wes Craven
hanno attirato una buona fetta del pubblico composta
dai teenagers americani. Il film in questione commistiona
furbescamente nel titolo queste due tematiche promettendo,
nella rutilante locandina, orrori a non finire. In realtà
il livello trash e la povertà dei mezzi raggiungono
apici assoluti in questo z-movie del 1986. Un allenatore
di baseball, nel tentativo di salvare una giovane da
uno stupro, viene ucciso da alcuni teppisti sotto gli
occhi di suo figlio. Quest'ultimo, una volta cresciuto,
diventa un campione di baseball ma, in una tragica notte,
viene investito (sfiga ereditaria?) da alcuni ragazzi
che poi fuggono senza prestare soccorso. La madre del
ragazzo, affranta dalla sventura, affida la salma del
figlio ad una sacerdotessa vodoo (che, tra l'altro,
è la donna che il padre salvò anni prima dallo stupro)
la quale resuscita il cadavere dandogli istinti vendicativi.
Quest'ultimo provvederà ad una metodica strage ai danni
dei giovinastri. Se la trama vi sembra stupida dovete
vedere il resto. I dialoghi assurdi e gli attori assolutamente
incapaci la fanno da padroni. Fra questi spicca Jon
Mikl Thor (cantante della band metal Thor) totalmente
inespressivo e ridicolo, si limita a flettere i muscoli
anabolizzati per tutto il corso della storia. A condire
il minestrone c'è un po' di gore, tanti inutili dialoghi,
una pessima fotografia ed un pizzico di sesso. Presenza
massiccia, nella soundtrack, di band metal quali Girlschool,
Virgin Steel, Fist e Motorhead (i titoli di testa sono
accompagnati dalla loro "The ace of spades").
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