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UNA VERGINE TRA I MORTI VIVENTI
(CHRISTINA PRINCESSE DE L'EROTISME - UNE VIERGE CHEZ LES MORTS VIVANTS)
di
Jess Franco

Premessa: questo film è stato manipolato e distribuito in diverse versioni. Inizialmente s'intitolava "Labyrinthe" ed era stato presentato nel 1971 a Cannes. Poi vi furono aggiunte sequenze erotiche ed usci', nel 1973, col titolo "I desideri erotici di Christine (Christine princesse de l'erotisme)". Poi Jean Rollin girò alcuni insert con degli zombi ed il film venne ancora ridistribuito come "Una vergine tra i morti viventi". Quindi, dopo tutti questi rimaneggiamenti, potete immaginare il confuso prodotto che è uscito fuori. Una bella ed ingenua ragazza giunge in un desolato paesino alla ricerca di alcuni parenti che pare alberghino in un vecchio castello. Gli abitanti del paese sostengono che nessuno abita la castello e che su quest'ultimo grava una tremenda maledizione. Incurante degli avvertimenti la protagonista si reca nel maniero e li trova i suoi parenti. Ma questi non sembrano delle persone normali e la ragazza si troverà presto coinvolta in un turbine di mistero, follia e morte. Ammetto di non essere un fan di Jess Franco e del suo modo di girare film. In questo film troverete molte delle peculiarità che ne contraddistinguono lo stile quali zoomate continue, rallenty esasperato, frequenti scene in cui tutti i rumori d'ambiente svaniscono per lasciar spazio solo a musica onirica. Con questi mezzi, e con l'ausilio di una fotografia a tratti surreale, Franco riesce a creare attimi visionari interessanti. Al tempo stesso però i pessimi attori, il budget esiguo e la scarsa cura nella confezione fanno precipitare il film. Ci sono frequenti sfocature, scene che si ripetono per coprire buchi nel montaggio e movimenti di macchina sballati che dimostrano come il motto del "buona la prima" regni sovrano nella pellicola in questione. I dialoghi contengono discorsi spesso totalmente deliranti e la sceneggiatura è davvero assurda. Il sesso e l'erotismo abbondano mentre scarseggia l'horror. Da segnalare la presenza dell'inserviente muto e ritardato, personaggio assolutamente grottesco, che con le sue smorfie idiote probabilmente serve a Jess Franco per prendere in giro ironicamente il film stesso. Personalmente ho trovato questa pellicola lenta e monotona ma non è detto che non possa piacere ai "franchisti" più accaniti.

VOTO ESTETICO: 4,5 VOTO TRASH: 7,5