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TRAMPA INFERNAL
(HELL'S TRAP)
di Pedro Galindo III

Esilarante slasher messicano, realizzato nel 1989 e distribuito un anno dopo nelle sale, che sgraffigna tutti i possibili stilemi dell'horror degli anni '80. Il risultato è un buffo e sgangherato miscuglio in cui un gruppetto di giovani, per virile scommessa, decide di andarsene a caccia di un orso che, a quanto pare, sta mietendo vittime nei boschi della zona. Purtroppo per loro non è un animale l'autore dei feroci delitti, bensì un reduce dal Vietnam reso folle dalla guerra, che si diverte a dare la caccia agli esseri umani. Sarà inevitabile la mattanza e la conseguente lotta per la sopravvivenza. Le ambientazioni boschive e le musiche echeggiano “Venerdì 13” , il guanto con rasoi seghettati dello psychokiller è rubato platealmente da “Nightmare”, la pallida maschera che indossa è quella di “Halloween” (unica differenza è la presenza di una parrucca bionda attaccata ad essa), i ridicoli giovani scannati sono quelli di decine di slasher statunitensi ed il finale addirittura ricalca quello de “Lo Squalo” di Spielberg. Come se non bastassero tutti questi plagi ad affossare la pellicola, aggiungete una sceneggiatura pretestuosa, dialoghi e attori raccapriccianti, con in testa il cantante Pedro Fernandez, il quale per un breve periodo a cavallo tra fine anni '80 ed inizio anni ‘90 è stato preso di mira dal cinema horror messicano (“Vacaciones de Terror”, “Vacaciones de Terror 2” , “Panico en la montaña ”) lavorando, come in questo caso, quasi sempre con il regista Pedro Galindo III . Quest'ultimo, seppur dimostri sufficiente tecnica nella prima parte di film, si perde dietro la storia sfilacciata e assembla con enorme fatica le immagini, inciampando soprattutto nelle buffe sequenze horror, fra le quali si salva solo uno sgozzamento al ralenty . Vediamo lo psychokiller correre nei boschi, ansimare come trattore, graffiare goffamente con il suo guanto le vittime e crepare come il più sfigato dei villain. In ogni slasher di serie c che si rispetti, gli omicidi avvengono quando i ragazzi si distaccano dal gruppo e si isolano. “Trampa Infernal” raggiunge la vetta di questo stereotipo facendo fare le cose più stupide del mondo alle proprie vittime che credono di mettersi al sicuro dentro un furgone, senza chiudere le portiere ma limitandosi a tirare su i finestrini, oppure che inseguono l'assassino nei boschi abbandonando le donne da sole (oltretutto oche giulive) o, meglio ancora, si consolano quando un loro caro amico muore dicendosi
non ci pensare, ormai è andato ”. Impagabile.

VOTO ESTETICO : 4,5 VOTO TRASH : 7,5