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THE PREY
di Edwin Brown

Tre coppie di baldi giovani vanno in campeggio sulle montagne dello Utah e vengono massacrati da un essere orrendamente sfigurato. Con una trama così intricata non c'è da stupirsi se “The Prey” è stato apprezzato da pochi e visto da ancora meno. Il film è un clone di “Venerdì 13” (da cui riprende anche le fattezze dello psychokiller ed il finale al rallenty)  mortalmente noioso, il cui girato effettivo ammonta a poco più di tre quarti d'ora e che è infarcito di inserti documentaristici, per raggiungere il metraggio necessario alla distribuzione cinematografica. I paesaggi naturali e gli animali selvatici, mostrati fino allo sfinimento, sono fra le poche cose salvabili in questa zozzeria soporifera. Il regista, specializzato in erotici e pornografici e autore anche di soggetto e sceneggiatura, cerca di barcamenarsi come può mentre il cast annaspa nell'inespressività e solo nell'ultimo quarto d'ora di pellicola la vicenda prende buon ritmo. Qualche timido effetto gore ad opera di John Carl Buechler, che include una sanguinosa gola aperta a mani nude, ed un finale a “sorpresa” sono gli unici twist in grado di risvegliare un minimo l'interesse. Per quanto concerne il trash, impossibile non segnalare il personaggio del giovane ranger che suona il banjo per 5 minuti ininterrotti e che racconta la barzelletta della “rana dalla bocca larga” ad un cucciolo di daino. Distribuito nel 1984, è stato l'ultimo film in cui compare Jackie Coogan, ex-enfant prodige del cinema muto, interprete de “Il monello” di Chaplin nonché Zio Fester nella serie tv “La famiglia Addams”.

VOTO ESTETICO: 4,5 VOTO TRASH: 7,5