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SILENT NIGHT , DEADLY NIGHT 2
di Lee Harry

Era il 1984 quando nei cinema americani uscì “Silent Night, Deadly Night”, slasher con assassino vestito da Babbo Natale, che destò non poche proteste da parte di comitati di genitori, infuriati per l'accostamento fatto fra l'innocente figura di Santa Claus ed uno psychokiller con turbe infantili. Il film, nonostante tutto o forse proprio per questa involontaria pubblicità, ebbe un buon esito commerciale e così tre anni dopo ecco giungere il primo sequel (la serie conta ben 5 episodi, fino ad oggi). Ricky, il fratello minore del folle che compì una strage nel primo capitolo, è internato in un manicomio criminale. Il suo psicanalista lo convince a raccontare il suo passato e confessare i suoi crimini. Ma Ricky ha ben altri piani in serbo, primo fra tutti quello di uccidere la crudele madre superiora dell'orfanotrofio, dove lui e suo fratello sono cresciuti. La regia passa da Charles Sellier a Lee Harry che, essendo un montatore di professione, provvede prontamente ad appioppare la bufala agli spettatori. Difatti i primi 40 minuti di film, in cui c'è il racconto del passato di Ricky, altro non sono che interi blocchi ripresi dal primo capitolo e riproposti come flashback . Poi, quando l'azione prende piede, si scatena il delirio. Sospeso pericolosamente fra l'ironico ed il comico involontario, “Silent Night, Deadly Night 2” abbandona completamente la strada cupa del suo predecessore e sceglie quella dell'horror camp e squinternato. Sceneggiatura da fucilazione e recitazione assolutamente abominevole regalano momenti trash indimenticabili. Su tutti l'omicidio al cinema e, soprattutto, la strage con pistola che Ricky compie in un tranquillo quartiere residenziale. Il “nostro” se ne va a zonzo, con fisico depilato da palestrato e sorriso ebete stampato in volto, a sforacchiare chi gli capita a tiro. Altro particolare assolutamente weird è il fatto che Ricky , come farebbe un toro nell'arena, impazzisce all'istante ogni qualvolta vede uno straccio rosso, poichè gli ricorda il colore del vestito di Babbo Natale !!! Un po' di splatter, sparpagliato qua e là, con effetti speciali men che mediocri, ad opera di Chris Biggs, fra i quali va segnalato solo quello in cui ad un disgraziato vengono infilati in bocca i contatti della batteria di un'automobile e poi viene fritto per benino. Eppure, nella sua assoluta stupidità, è un film divertente.

VOTO ESTETICO: 4,5 VOTO TRASH: 7,5