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Le porte dell'inferno
si può ben definire, da tutti i punti di vista, un lavoro
del tutto indecente. Il film in questione è uno degli
ultimi tentativi ( concepito per la televisione oltretutto
!) di Lenzi nel genere horror, il budget messo a disposizione
è di una miseria inaudita, la povertà dei mezzi è ridotta
al minimo. Un gruppo di idioti speleologi deve battere
un record che consiste nel sopravvivere in completo
isolamento per mesi nei meandri di grotte sotterranee.Ma
i "nostri" ritrovano nelle grotte un altare
costruito nel medioevo da sette monaci che furono uccisi
perchè considerati eretici. I fratacchioni ritornano
(ovviamente) dalla tomba per degustar antica vendetta.
A parte un paio di ottimi episodi gore molto "fulciani"
(apertura di cranio con ascia e perforazione di occhio
con lance appuntite) il resto del film lo si può liberamente
buttare nel cesso e tirare lo sciacquone. La storia
scivola su una piatta lastra di monotonia e gli attori
sembrano stare lì per puro caso. Figuriamoci che qui
fa la sua ultima apparizione nel cinema lo storico Giacomo
Rossi Stuart. L'attore entrò nel cast del film
di Lenzi perchè tra loro due c'era una profonda amicizia
e recitò senza prendere una lira! Tra le perle del ridicolo
ci sono: spruzzate di gas "vulcanici" cacciate
da fumogeni da discoteca, due dei personaggi uccisi
sono testimoni di Geova che hanno rilasciato opusculi
agli speleologi, il numero sette viene citato in qualsiasi
banalissima situazione e per finire l'arrivo dei sette
(ancora?!) monaci vendicativi travestiti da soccorritori
che vengono scoperti da una ragazza perchè al posto
delle scarpe da lavoro portano dei sandali! Se Lenzi
in questo caso si fosse fatto gli affaracci suoi forse
ora avrei un ricordo più felice della sua filmografia...purtroppo
non è andata cosi'.
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