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LE PORTE DELL'INFERNO
di Umberto Lenzi

Le porte dell'inferno si può ben definire, da tutti i punti di vista, un lavoro del tutto indecente. Il film in questione è uno degli ultimi tentativi ( concepito per la televisione oltretutto !) di Lenzi nel genere horror, il budget messo a disposizione è di una miseria inaudita, la povertà dei mezzi è ridotta al minimo. Un gruppo di idioti speleologi deve battere un record che consiste nel sopravvivere in completo isolamento per mesi nei meandri di grotte sotterranee.Ma i "nostri" ritrovano nelle grotte un altare costruito nel medioevo da sette monaci che furono uccisi perchè considerati eretici. I fratacchioni ritornano (ovviamente) dalla tomba per degustar antica vendetta. A parte un paio di ottimi episodi gore molto "fulciani" (apertura di cranio con ascia e perforazione di occhio con lance appuntite) il resto del film lo si può liberamente buttare nel cesso e tirare lo sciacquone. La storia scivola su una piatta lastra di monotonia e gli attori sembrano stare lì per puro caso. Figuriamoci che qui fa la sua ultima apparizione nel cinema lo storico Giacomo Rossi Stuart. L'attore entrò nel cast del film di Lenzi perchè tra loro due c'era una profonda amicizia e recitò senza prendere una lira! Tra le perle del ridicolo ci sono: spruzzate di gas "vulcanici" cacciate da fumogeni da discoteca, due dei personaggi uccisi sono testimoni di Geova che hanno rilasciato opusculi agli speleologi, il numero sette viene citato in qualsiasi banalissima situazione e per finire l'arrivo dei sette (ancora?!) monaci vendicativi travestiti da soccorritori che vengono scoperti da una ragazza perchè al posto delle scarpe da lavoro portano dei sandali! Se Lenzi in questo caso si fosse fatto gli affaracci suoi forse ora avrei un ricordo più felice della sua filmografia...purtroppo non è andata cosi'.

VOTO ESTETICO: 3 VOTO TRASH: 7,5

 

RECENSIONE DI

FRANCO TOPITTI