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PASTO UMANO
(LIVE FEED)
di Ryan Nicholson

Pessimo torture porn canadese del 2006, realizzato in fretta e furia per inseguire, direttamente dal mercato straight to video, la fortunata scia inaugurata l'anno prima da “Hostel” di Eli Roth. Il solito gruppo di americani beoti va in vacanza in Tailandia e finisce col pestare i piedi ad un ferocissimo boss della mafia locale. Di conseguenza gli imbecilli finiranno prigionieri in un locale per incontri sessuali, dove verranno brutalmente torturati, smembrati e, dulcis in fundo , trasformati in prelibati manicaretti da servire ai clienti. Girato in video, con budget risicato e grande approssimazione tecnica, “Pasto Umano” è uno di quei prodotti usa-e-getta in grado di assemblare, in appena 80 minuti di durata, un mix letale di dialoghi atroci (ulteriormente peggiorati dallo scadente doppiaggio italiano), attori improvvisati, scenografie e fotografia da film porno ed una sceneggiatura assolutamente approssimativa. Ad affossare ancora di più la situazione ci pensa la regia dell'effettista Nicholson che, al motto di “buona la prima”, mette insieme immagini, scene e raccordi in maniera del tutto disarmonica (casuale?) anche per “merito” dell'assurdo montaggio di Vince D'Amato (“Vampires vs Zombie”). Nudi, sesso a buon mercato ed effettacci splatter a iosa, unico diletto per lo spettatore, con dovizia di decapitazioni, sventramenti, cannibalismo ed altre amenità assortite. Ma il livello dei trucchi è spesso basso, pertanto anche in questo caso “Pasto Umano” si rivela solo una pallida vaccata. Gli amanti del trash e del weird avranno comunque pane per i loro denti, soprattutto grazie ai già menzionati dialoghi (nei quali dominano becero turpiloquio e scambi di battute da decerebrati) e grazie ad alcune “perle” deliranti fra le quali spicca la scena in cui alla disgraziata di turno viene servito un pene amputato e bollito (ma ancora eretto…) come dessert. Zozzeria da indigestione.

VOTO ESTETICO : 3,5 VOTO TRASH : 8