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MUTATION
di Brad Sykes

Un film orribile. “Mutation” è un prodotto realizzato in video nel 2006, altamente soporifero, privo di qualsivoglia spunto d’interesse e confezionato in modo dozzinale. La storia, trita e ritrita, vede un serial killer inseguito e sconfitto da un intrepido poliziotto. Anni dopo, il cadavere del pazzo conservato in stato di ibernazione da due scienziati , viene usato per sperimentare un siero in grado di riportare in vita gli organi morti e di donar loro forza sovrumana. Un esperimento così stupido non può che portare, ovviamente, alla resurrezione del serial-killer che riprenderà immediatamente la sua attività omicida. Ancor più ovviamente, il poliziotto che lo sconfisse la prima volta, si rimetterà di nuovo sulle sue tracce per chiudere i conti definitivamente. Dopo l’esordio nel 1999 con lo slasher “Camp Blood”, Brad Sykes sembra inarrestabile e sforna videoproduzioni horror a ruota libera. Purtroppo esse tendono tutte ad assomigliarsi tremendamente e di certo “Mutation” è uno dei prodotti meno riusciti nella filmografia del regista americano. Assemblato in fretta e furia, il film manca di uno script degno di tal nome ed è di una noia mortale. Praticamente il nulla intervallato, nei primi e negli ultimi dieci minuti, da un paio di combattimenti fra i due esperti (e assai poco espressivi) campioni sportivi, il kickboxer Brian Scwartz ed il pugile Eddie Croft , assoldati rispettivamente nel ruolo di protagonista ed antagonista. Di sano splatter, ultima risorsa in questi casi, neanche a parlarne e pertanto non resta che il tasto dell’avanti-veloce come baluardo di salvezza. Inoltre credo che “Mutation” detenga il record assoluto, nella storia del cinema, per l’incalcolabile numero di volte in cui il microfono della presa diretta entra clamorosamente in scena, facendo capolino dall’alto. Neanche gli amanti più incalliti del trash si divertiranno, perciò consiglio vivamente di passare oltre.

VOTO ESTETICO: 2 VOTO TRASH: 7