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MEGASHARK VS CROCOSAURUS
di Cristopher Ray

Giuro che tutto mi sarei aspettato tranne che l'Asylum sfornasse un sequel per il già tremendo “Mega Shark vs Giant Octopus”. Ma il successo del film sopraccitato, distribuito in home-video un po' in tutto il mondo (persino da noi!) e soprattutto dal trailer “cliccatissimo” su youtube (la celebre scena del megalodon che azzanna l'aereo di linea è ormai considerta cult del trash), ha spinto patron David Michael Latt a cercare il bis. Ovviamente i tempi e i mezzi di realizzazione sono sempre i medesimi (striminziti e frettolosi) e il prodotto viene scaraventato nel mercato poco prima del natale 2010. La storia è presto detta : il megalodon è sopravvissuto allo scontro con la piovra gigante, che chiudeva il primo capitolo, è di nuovo in azione a sfondare transatlantici e mangiare caccia bombardieri. In contemporanea in Congo si risveglia, a seguito di intense scosse sismiche, un crocosaurus (!!??!), ovvero un gigantesco coccodrillo preistorico, che inizia a sgranocchiare mezzo mondo pure lui. Uno scienziato ed un cacciatore di coccodrilli si mettono al servizio del governo degli Stati Uniti per debellare entrambi gli spropositati mostri. Se si pensa al fatto che il “crocosaurus” è stato inserito con il film già in lavorazione (il primo titolo con cui circolava questo sequel era difatti “Mega Shark vs Giganotosaurus” e vedeva lo squalo affrontare un dinosauro simil T-Rex) si può comprendere subito dinanzi a quale vaccata raffazzonata ci troviamo. I primi minuti di film, specie quelli ambientati in Congo, lasciano presagire una cura maggiore per la confezione ed un ritmo più elevato del suo predessore…ma si tratta solo di un'effimera illusione. In realtà anche questo capitolo si contraddistingue per l'estrema verbosità (trucco classico per sopperire alla mancanza di mezzi ed effetti speciali e fare metraggio), la recitazione cagnesca, la regia approssimativa (Cristopher Ray è figlio del re degli z-movies Fred Olen Ray), un montaggio fatto con l'accetta ed un riciclaggio continuo di immagini, riprese e persino effetti speciali. In alcune sequenze, specie quelle in città, mi è sembrato evidente il fatto che il crocosaurus sia lo stesso utilizzato in “Supercroc”. Proprio sul discorso degli fx preferirei soprassedere visto l'utilizzo smodato di una computer graphic ai minimi storici. Lo scontro fra lo squalo e il coccodrillone è estenuante nel suo ripetere le stesse due, o al massimo tre, sequenze all'infinito. Insomma il problema di fondo del film è che nonostante sia un'epica trashata non riesce a divertire, ma anzi fa sbadigliare di brutto ! Nel consueto riciclo di attori pseudo-decaduti stavolta l'Asylum ci propina, come co-protagonista , Jaleel White che a suo tempo tormentò anche le televisioni italiane, con l'odioso personaggio di Steve Urkel, nella sit-comedy “8 sotto un tetto”.

VOTO ESTETICO: 3,5 VOTO TRASH: 9