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Con l'intento di realizzare un documentario sulla storia dei Toltechi, una ragazza va vivere in una vecchia casa sita su un leggendario cimitero degli stessi. A lei si unisce un gruppetto di studenti fracassoni & bisboccioni. L'unico a preoccuparsi della situazione è un vecchio ranger, abilissimo nell'uso della frusta (??!), il quale suppone che i Toltechi non amino essere disturbati nel loro sonno eterno e, soprattutto, siano pronti a risorgere nella prossima “notte del demonio” . Ovviamente ha ragione e i redivivi guerrieri pre-colombiani torneranno dall'oltretomba per fare a fette tutti quanti. Disastrosa horror-comedy del 1985 in cui l'amatorialità della confezione fa a gara con il ritmo mortalmente soporifero. Prima che i Toltechi risorgano e si mettano a scannare qualcuno passano ben 45 minuti !!! E' realmente impossibile resistere alla montagna di chiacchiere inutili e pessimamente recitate della prima parte così come è deprimente affrontare il restante horror infarcito di gags parodistiche. Qualche ragazza in lingerie, un paio di effettacci splatter (l'unico degno di nota è quello di un volto strappato a mani nude) e i “nostri” simpatici Toltechi con mascheroni carnevaleschi, sono le uniche attrattive di questo insulso filmino. Co-prodotto e interpretato da Lash La Rue, vecchia gloria degli western di serie-b anni ‘40, la cui abilità nell'uso della frusta è oltretutto vanificata, nel film in questione, dall'anonima regia. In Italia fu distribuito in home-video col titolo “La Maledizione del Cannibale” e doppiato in modo semplicemente obbrobrioso.
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