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JACK FROST 2 - The Revenge of the Mutant Killer Snowman
di Michael Cooney

Il simpatico & letale pupazzone di neve torna alla carica in questo sequel, che cerca di bissare il buon esito in home video del suo predecessore. Alla regia c'è sempre Cooney, che un paio di anni più tardi firmerà l'interessante sceneggiatura di “Identità”. I resti di Jack Frost vengono recuperati da un gruppo di scienziati che , ovviamente a causa del solito incidente, danno l'opportunità al serial-killer di neve di rigenerarsi e di iniziare a menar strage. Il cattivone brama vendetta nei confronti dello sbirro che lo ha sconfitto nel primo episodio, cosi' decide di inseguirlo fino ad un'isola tropicale.
Voi direte: “Ma come può un pupazzo di neve restare integro al caldo dei tropici???
Io vi rispondo: “Questo può, tiè! Altrimenti non stavo qui a parlarvi del film,no?
Difatti Jack è mutato e si è evoluto, ed ora è in grado di reggere temperature altissime, plasma la propria forma a piacimento e, addirittura, partorisce una prole di palle di neve azzannatrici (!!!???). Rispetto a “Jack Frost”, questo sequel abbandona qualsiasi forma di pseudo-serietà e si tuffa nella demenzialità più pura. La sceneggiatura di Cooney sforna buone trovate anche se, alle volte, cullandosi sull'assurdità di base della vicenda si permette dei passaggi di comodo (e totalmente illogici). Comunque c'è il gore, si ride a sufficienza e risulta spassosa l'insistente presa in giro dei cosiddetti “villaggi vacanza” e dei turisti che li popolano. Diversi momenti altamente “weird” da segnalare: Jack Frost che si trasforma in incudine gigante e schiaccia una disgraziata, la testa della fotomodella che esplode mentre è inquadrata dall'obbiettivo di una macchina fotografica, la palla di neve azzanatrice che viene calpestata, sbatacchiata e frullata, la lingua strappata ad un teenager idiota e la sequenza-citazione da “Gremlins” in cui le palline di neve combinano disastri in un bar.


VOTO ESTETICO: 6 VOTO TRASH: 8,5