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Pensavate di
averle viste tutte in ambito di bizzarri b-movies ?
E invece no! A confutare la vostra teoria ci pensa questo
delirante slasher che ha per protagonista un pupazzo
di neve assassino !!! Ma veniamo alla storia: un serial
killer condannato alla sedia elettrica, causa i suoi
38 omicidi, è trasportato in un furgone della
polizia verso il penitenziario ove avverrà la
sua esecuzione. Ma sulla strada, a causa di una forte
tormenta di neve, l’automezzo si scontra con un
camion che trasporta materiale frutto di esperimenti
genetici. Il serial killer viene investito dai liquidi
chimici ed il suo D.N.A. si fonde con il manto nevoso
che copre l’asfalto. Da questa unione nasce un
pupazzone di neve, dotato però dell’anima
del feroce assassino, che mieterà vittime in
uno sperduto paesino di montagna. Un poliziotto (che
è stato, in passato, fautore dell’arresto
del serial killer) cercherà di fermare la mortale
minaccia. Jack Frost è un nomignolo che indica
il “gelo personificato” e che gli americani
amano affibbiare ai loro natalizi pupazzi di neve. La
sceneggiatura del film prevede che questo sia anche
il nome del serial killer, quasi a voler premonire il
suo oscuro destino. Fortunatamente il regista Cooney
(ordinato ma anche assai televisivo nello stile) non
si prende sul serio ed imposta la vicenda su toni apertamente
ironici. Aldilà della povertà dei mezzi
e della struttura prevedibile degli eventi ciò
che veramente manca all’opera in questione sono
gli effetti speciali adeguati. Il gore non manca, cosi’
come una certa bizzarra inventiva negli omicidi, ma
i trucchi sono dozzinali ed il pupazzo di neve troppo
rozzo e finto. Fra le scene più “fuori
di testa” va segnalata quella in cui il pupazzone
stupra una bella ragazza sotto la doccia (!?!?). Nel
complesso film è abbastanza divertente (posto
che stacchiate il cervello durante la visione) ed ha
ottenuto un discreto successo home video in USA, tanto
da spingere i produttori a finanziarne un sequel dal
titolo “Jack Frost 2 – Revenge of the mutant
killer snowman”.
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