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HELLGATE
di William A. Levey

Verso la fine degli anni '80 l'horror, specialmente quello di serie-b, cercò di commistionare splatter e commedia, con esiti talvolta graziosi talvolta infelici. A questa seconda categoria appartiene “Hellgate”, produzione americana datata 1989, che con gran confusione generale butta nel calderone zombi, ragazze discinte, battute di quinta categoria ed effetti speciali grandguignoleschi, usati senza molto criterio invero. Ma non è tutto da buttare in “Hellgate, anzi la prima parte di pellicola risulta pure divertente, con tante assurdità di sceneggiatura e momenti weird dal considerevole peso specifico. La storia ruota attorno ad una maledizione che grava sulla città “fantasma” chiamata “Hellgate”, un tempo attrazione turistica, ora luogo ove i morti tornano in vita e non gradiscono visite, da parte dei viventi. Tutto questo perché, anni prima, una giovane ragazza venne rapita da dei motociclisti ed uccisa barbaramente proprio nella città fantasma. Il padre di lei, tormentato dalla scomparsa della figlia, trova uno strano minerale che emette una luce bluastra ed è in grado di riportare in vita le cose morte. Ovviamente la prima cosa che penserà di resuscitare sarà proprio la sua dolce figliola che, però, porterà con se morte e follia. E in mezzo a questo delirio finiranno, per sbaglio, pure due coppie di ragazzi che, seppur a conoscenza della leggenda di “Hellgate”, decideranno assai stupidamente di saggiare la fondatezza della maledizione. Il regista, che nel lontano 1973 aveva firmato la blaxploitation “Blackenstein”, ci mette dentro di tutto per tentare di seguire l'assurda sceneggiatura e per cercare di tener alto ritmo ed intrattenimento. N effetti, specie nella prima mezzora, non mancano momenti divertenti, fra sesso e splatter , fra cui è impossibile non segnalare la scena del ritrovamento della pietra che resuscita i morti, con tanto di combattimento contro un pipistrello di plastica mosso palesemente da un filo trasparente. Volgiamo poi parlare degli effetti nefasti della sopraccitata pietra ? Il raggio blu, scaturito da essa, prima colpisce un pesce rosso in una boccia di vetro e lo fa ingrandire a dismisura fino ad esplodere, poi colpisce pure una tartaruga imbalsamata e la rianima. Poi scoppia pure lei. Insomma avrete capito che la follia è di casa ad “Hellgate”, peccato solo che il ritmo e le trovate calino decisamente appena il gruppo di ragazzi arriva nella città e viene aggredito dagli zombi. Effetti speciali altalenanti, fra cose buone ed altre decisamente più grossolane, fino a scivolare verso trucchi dozzinali e palesemente gigioneschi. Turpiloquio e sesso ben presenti, con la notevole bomba sexy Abigail Wolcott, qui alla sua prima (ed unica) prova cinematografica. Chi ha amato il folle “Spookies”, che è superiore a “Hellgate”, potrà comunque divertirsi.

VOTO ESTETICO: 5,5 VOTO TRASH: 8,5