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I GUSTI DEL TERRORE
(ICE CREAM MAN)
di Paul Norman

"Ice Cream Man" è uno di quei film dichiaratamente trash anni 90' che però, come i Sofficini, intrattiene. E' una succulenta porcheria che va gustata senza sapere cosa c'è dentro anche perché, se si guarda bene cosa contengono i coni del nostro ice-cream man si trovano occhi o nei casi peggiori direttamente teste. Intere.
Ma partiamo dall'inizio. Il piccolo Gregory (interpretato dal super-dentato Clint Howard), vede morire sotto i suoi occhi l'uomo dei gelati subendo un trauma irreparabile. Dopo anni in un istituto psichiatrico, grazie al prezioso aiuto di un medico poco professionale, si realizzerà diventando un gelataio killer. Dei bambini notano che c'è qualcosa che non va in lui e decidono di seguirlo. Nel gruppo, Tuna (Tonno, se non si era capito) è un bambino che fa la parte del grasso, peccato sia chiaro che è solo imbottito come un pupazzo a Disneyland. Gli adulti, che notano il furgoncino dei gelati fare le ronde nel loro quartiere di notte, con una musichetta non proprio da meditazione, non sospettano nulla (nemmeno quando un bambino sparisce e un cane si trasforma in un succoso mega burger). Il film concede ulteriori e svariati momenti splatter e pure i più olimpionici trangugiatori di gelato avranno qualche esitazione a mangiarne uno nelle ore successive la visione. Ma niente paura, anche le scene assurde tipiche del genere horror comedy dell'epoca sono varie e distribuite senza riserbo (giustificate dal budget da gita fuori porta della domenica). Memorabile il momento in cui dei poliziotti vanno a parlare con il medico che aveva in cura Gregory. I due (dopo averci fatto capire che tra loro usano inspiegabilmente il linguaggio di un bambino di cinque anni) appurano che il luogo in cui si trovano ha qualche piccolo particolare disturbante, a partire dal medico che fugge via cantando e ballando. Con la flemma di una casalinga che sceglie l'ammorbidente, percorrono un interminabile corridoio ammirando i pipistrelli fosforescenti appesi alle pareti con conturbanti fiamme e disegni demoniaci. Ma al regista Paul Norton si perdona anche questo. E' abituato a girare film di tutt'altro spessore. Come dimenticare "Edward Penishands" (1,2,3), "The Erotic Adventures of the Three Musketeers", "Sexual Olympics", "Rainbows, The Darker Side of Shayla", "Transitions: An Anal Adventure", "Cry Babies 1: Anal Scream" e il pittoresco "Sperm Bitches"?
Nonostante anche il più rassicurante della lista, "Rainbow", sia in realtà un lesbo porno, in questo suo primo e (si spera) unico esperimento fuori dal suo normale terreno, Norman non si sbottona e non fa sbottonare nessuno. Ma nonostante ciò questa trashata immonda, non annoia.

VOTO ESTETICO : 5,5 VOTO TRASH : 8

RECENSIONE DI

EMMA CACCIATORI