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FREAKSHOW
di Constantino Magnatta

Oscuro horror antologico del 1989, di matrice canadese, che ha faticato notevolmente per trovare, diversi anni dopo la sua realizzazione, una distribuzione in home-video ed è ancora oggi piuttosto difficile da reperire. La storia vede una cinica giornalista, testimone (e manipolatrice) di una strage avvenuta davanti ad un cinema, finire all'interno di una specie di museo dei “freak”, gestito da un bizzarro individuo. Questi porta la donna dinanzi ad una serie di creature, conservate in teche di vetro, in grado di rendere reali gli orrori e le fantasie perverse, nascoste nei più reconditi antri dell'animo umano. Con questo pretesto assistiamo a quattro blandissime storie horror, si suppone partorite dalla mente deviata (e poco fantasiosa, aggiungerei) della giornalista. Un tossico che lotta con un perfido cagnolino, per recuperare la sua dose di eroina. Un pizza-boy che deve effettuare una consegna la notte di Halloween in Bram Stoker Street (sigh…). Una ragazza vittima di morte apparente, a causa di una droga sperimentale, rischia di essere sepolta viva. Una coppia di becchini usa il terreno del cimitero per risanare i manti erbosi dei campi da golf (ri-sigh…). Ovvia la vendetta dei “residenti” del cimitero. Tale Constantino Magnatta , qui alla sua seconda ed ultima (finora) opera, sembra prediligere ambientazioni degradate e storie di orrore metropolitano e, almeno nei primi venti minuti di pellicola, costruisce un prodotto bizzarro con contaminazioni visive anni '80 miste ad atmosfere fortemente retrò . Purtroppo però, quando si entra nel vivo della vicenda, le storie horror si dimostrano di una prevedibilità e di una pochezza tecnica disarmanti. Accodandosi alla moda della horror-comedy , in voga alla fine degli anni '80, Magnatta ci mette dentro humor di grana grossa che, più che far sorridere, lascia perplesso lo spettatore. Modesti tutti i segmenti e modesti gli effetti speciali, con il nadir assoluto che si tocca nell'episodio del pizza-boy che si trova, in una location decisamente squallida, a confrontarsi con le più goffe e sgraziate ragazze vampiro mai viste al cinema. Oltretutto c'è anche una venatura, neanche troppo celata, di aperto razzismo nei confronti degli italiani, che gestiscono la pizzeria nella vicenda e spediscono il ragazzo a fare la consegna. I nostri compaesani all'estero vengono dipinti a tutto tondo come volgari, sessuomani, avidi, ignoranti e pure furfanti. Ora, non è che io sia mai stato strenuo difensore del concetto Italians do it better , però farsi prendere per il culo da Constantino Magnatta mi sembra eccessivo…

VOTO ESTETICO: 4 VOTO TRASH: 8