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ELVES
di Jeffrey Mandel

Sulla scia del successo di “Gremlins” di Joe Dante, dopo i vari “Critters”, “Ghoulies”, “Hobgoblins”, ecco giungere nel 1990 “Elves” l'ennesimo clone, particolarmente in ritardo sui tempi, che è caduto nel dimenticatoio ancor più rapidamente dei suoi colleghi. La bizzarra storia vede le solite sorority che inscenano un rituale satanico e risvegliano accidentalmente un mostruoso elfo, che inizia subito a mietere vittime. Come se non bastasse un gruppo di neonazisti si mette sulle tracce del mostriciattolo per usarlo come “soldato perfetto” del nuovo reich (!!??). Un accattone (Dan Haggerty) cercherà di aiutare le ragazze a debellare elfo e brutti ceffi. Povero nei mezzi e nella messinscena, “Elves” si distingue per la dose di sesso e violenza piuttosto superiore alla media di questi prodotti imperniati su creature simil-gremlins. Non manca l'ironia di grana grossa con i consueti siparietti , assai poco comici invero, in cui l'elfo si trova a confrontarsi in modo goffo con elementi del mondo umano (tipo pupazzi al supermercato e tettone svestite). Recitazione scadente con i soliti attori troppo maturi nell'aspetto per impersonare i collegiali ed effetti speciali decisamente deboli. Nonostante l'elfo sia stato realizzato dal duo di esperti Vincent J.Guastini & Evan Campbell, le sue fattezze sono statiche e grossolane ed i suoi movimenti realizzati semplicemente “a mano”. Per i cultori del trash due momenti da non perdere: il discorso dei nazisti che sostengono che “quando non ci sarà più posto all'inferno, gli elfi cammineranno sulla terra” (sigh…) e la ridicolissima scena di annegamento del gatto nel water.

VOTO ESTETICO: 4 VOTO TRASH: 7,5