Ignobile slasher del 1982 in cui campeggiatori alla ribalta vengono massacrati da un troglodita che se ne va a zonzo per i boschi. Poverissimo nei mezzi e nelle idee, “Don't go in the woods” è un deliro su celluloide che vanta una sceneggiatura assolutamente casuale, una regia infima ed uno stuolo di interpreti espressivi come mattoni. L'esilissimo plot è un puro pretesto per mettere in scena una serie di omicidi che, privi di effetti speciali, consistono in vere e proprie secchiate di sangue finto gettate in faccia agli attori. Tecnicamente infame, il film offre in compenso notevoli spunti trash, volontari e non, a partire dal look dello psycokiller, passando per alcuni assurdi delitti (la coppietta nel camper, la pittrice nel bosco, il paralitico che inspiegabilmente gironzola con la sedia a rotelle per zone impervie della boscaglia e finisce decapitato) per finire con la ridicola lotta conclusiva fra il protagonista e l'assassino. Poco visto nelle sale e nei drive-in, ai tempi dell'uscita, il film cadde nel dimenticatoio ma nonostante ciò figura nella lista dei film “bannati” in Inghilterra. Probabilmente a causa di una certa insistita violenza nel finale e per il coinvolgimento ambiguo della figura di un bambino, nell'ultima scena. Visione consigliata solo, ed esclusivamente, ai trashisti oltranzisti.