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DEMON OF PARADISE
di Cirio H. Santiago

Ciro H. Santiago, storico regista e produttore filippino di b-movies, che già con Roger Corman aveva partecipato nel 1979 alla produzione del fiacco “Up from the depths”, decise nel 1987 di riproporre più o meno lo stesso plot per realizzare “Demon of paradise”. Cercando di far passare le spiagge filippine come hawaiiane e mettendo camice a fiori alle sue comparse filippine, Santiago assembla un monster-movie blando con un disgraziato in tuta gommosa che, per quanto s'impegni, non riesce davvero ad incutere timore alcuno. La storia vede un leggendario uomo-rettile risvegliarsi, dal suo sonno millenario, a causa dello scriteriato utilizzo di dinamite da parte di alcuni pescatori di frodo . La creatura, giustamente contrariata, inizia a scannare un po' di turisti che affollano le spiagge del posto finchè un impavido ranger decide di dargli il ben servito a suon di fucilate e bombe a mano. Detto così, tutto sommato, “Demon of paradise” potrebbe anche sembrare divertente ma in realtà, a parte rarissimi sprazzi, risulta monotono e monocorde. Se in “Up from the depths” almeno le locations risultavano, per quanto posticce, un minimo credibili qui neanche per un attimo crediamo di trovarci alle soleggiate Hawaii. Il comprato tecnico è modesto così come la confezione globale del prodotto che denota fretta nella realizzazione e continuo riciclo di girato e immagini di repertorio. Almeno qualche risata la strappano i goffi attacchi del mostro che fin quando resta nella fitta penombra (molto spesso) risulta accettabile ma quando esce allo scoperto mette in luce l'assoluta ridicolaggine del suo aspetto. Mascherone di gomma, coda che ballonzola allegramente, gestualità da marionetta. Solo per incalliti completisti dei monster-movies.

VOTO ESTETICO: 4,5 VOTO TRASH: 8