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CHI E' ENTRATO NELLA MIA CASA ?
(SLAUGHTERHOUSE ROCK)
di Dimitri Logothetis

Dietro lo sbilenco titolo della vhs italiana, si cela una produzione statunitense del 1987 intitolata “Slaughterhouse Rock” nella quale, ovviamente, non c'è proprio nessuna casa. Il classico trucco dei distributori italiani, atto a cavalcare la moda delle varie “case” filmiche infestate ed infestanti l'home video (con tanto di “c” a falce nella locandina) non funziona affatto per questo film che invece è ambientato (pensate un po'...) nella prigione abbandonata di Alcatraz . Un ragazzo vive stati d'allucinazione e incubi terrificanti, durante i quali si trova trasportato nella prigione di Alcatraz ed assiste alle sanguinose scorribande di un tizio baffuto. Incapace di darsi una spiegazione logica , il giovane si affida alla sua professoressa (medium a tempo perso) per ottenere un'interpretazione dei suoi sogni e per tentare di farli cessare. La donna gli dice che per risolvere la situazione il ragazzo dovrà, assieme ai suoi baldi & bisboccioni amici di college, andare sull'isola di Alcatraz e sconfiggere una presenza demoniaca che infesta la prigione abbandonata. In questa missione, come se non bastasse, il gruppo di ragazzi verrà aiutato da una cantante rock defunta. Vabbeh, che ve lo dico a fare, la trama è una vaccata colossale e la sceneggiatura contribuisce ad infarcire la pellicola di situazioni insensate che rendono ancora più confusa l'intera vicenda. “Slaughterhouse Rock” è un maldestro tentativo di coniugare due mini-filoni dell'horror che fecero capolino a fine anni '80, ovvero l'horror-rock (dove le band di turno se la dovevano vedere quasi sempre con il maligno e maledizioni assortite) e il prison-horror (dove i carceri erano luoghi spesso infestati da spettri vendicativi). Il minestrone è però indigesto, condito da un'ironia di grana grossa e non supportato da effetti speciali adeguati. Restano i capelli cotonati degli anonimi attori, la fotografia e le nebbie colorate, una location interessante ma mal sfruttata, alcuni pezzi dei Devo in sottofondo e pochi momenti d'interesse. Sapete che sono un patito dei prodotti degli anni '80, che vanno dalla B alla Z, ma in questo caso ho sbadigliato troppe volte per difendere il film in questione. E pensare che, ai tempi, costò alla produzione addirittura 2 milioni di dollari.

VOTO ESTETICO : 4,5 VOTO TRASH : 7,5