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Un vampiro esce
dalla sua cripta ed assale una coppietta che amoreggia
in un cimitero (bah…i gusti son gusti…) e, dopo aver
accoppato l'uomo, violenta la donna. La giovane resterà
incinta e darà alla luce il figlio del vampiro. Ma il
pargolo crescerà covando nell'animo un acceso senso
di vendetta nei confronti del padre e, un volta divenuto
adulto, gli darà la caccia fino allo spietato regolamento
di conti finale. Apoteosi del trash in questo poverissimo
film del 1972 che vede in azione un vampiro stupratore
ad altissima carica esilarante. La cosa più assurda
del film in questione sono i dialoghi (recitati da ridicolissimi
attori) che toccano punte di delirio assolute (se a
tutto ciò aggiungete anche il deleterio doppiaggio italiano
il disastro è compiuto…). Ci sono momenti in cui i personaggi
parlano fra di loro di cose senza senso che lasciano
sbalordito il povero spettatore. Aldilà della penuria
di mezzi il film è girato in maniera decisamente squallida
anche se in alcuni punti c'è una certa vena morbosa
che diverte. Il problema principale della pellicola
sta nel fatto che, dopo il primo quarto d'ora spassoso,
precipita nel tedio più assoluto a causa di un plot
inesistente ed a causa della mancanza totale di trovate
che possano rivitalizzare la vicenda. Solo il finale
ad alto tasso di violenza è in grado di risvegliare
lo spettatore dallo stato di profondo torpore in cui
è precipitato. Nel cast figura anche Micheal Pataki,
che anni dopo, dirigerà un discreto horror quale "Terrore
nel buio". Il muscoloso William Smith, che veste i panni
del figlio del vampiro, sciorina capacità recitative
pari a quelle di un muro in cemento armato.
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