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Horror del 1980
firmato da Bruno Mattei (che usa lo pseudonimo Stefan
Oblowsky) in cui tedio e povertà di mezzi la fanno da
padroni assoluti. Il film coniuga il filone dell'orrore
con quello dei film "conventuali" e scimmiotta Argento
a più non posso. In un convento il maligno domina incontrastato.
La madre superiora ed altre suore si dedicano a strani
riti alchemici fin quando iniziano delle orrende morti
a catena. Un esorcista perisce nel tentativo di esorcizzare
il luogo ed il suo giovane sostituto decide di indagare
a fondo sui misteri e sulle strane morti. Nell'assurdo
finale si verrà a scoprire che c'è una bambina (figlia
illegittima della crudele madre superiora), dotata di
poteri paranormali, dietro a tutti gli oscuri eventi.
Dotato di una sceneggiatura inesistente, confuso più
che mai e denso di dialoghi e situazioni improbabili,
"L'Altro Inferno" è un prodotto raffazzonato e noioso.
C'è qualche scena splatter ben riuscita e la fotografia
(quando non risulta sovraesposta) riesce a creare un
certa atmosfera infernale con l'uso di luci dai colori
intensi. Buone anche le musiche dei sempre bravi Goblin.
Ma la lentezza cronica del film e la sua illogicità
completa inficiano sul risultato finale. Per la sagra
del ridicolo c'è da segnalare l'incredibile scena in
cui un prete si muove furtivo in un lugubre corridoio
dove sono impiccate delle bambole. D'improvviso una
suora urlante gli si getta addosso e lui la schiva per
un pelo lasciandola cadere a terra. Poi, come se nulla
fosse stato, il "nostro" prosegue per la sua strada
lentamente, senza neanche degnare di uno sguardo la
suora invasata che lo ha appena assalito. Beh…io, come
minimo, un po' mi sarei preoccupato…ma questi restano
i misteri del cinema di Mattei.
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