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WRONG TURN
di Rob Schmidt

Un ragazzo, in ritardo per un appuntamento, decide di evitare il traffico autostradale prendendo una scorciatoia che passa in una zona boschiva. Lungo il percorso, il “nostro” si scontra con un'auto ferma sul ciglio della strada. Quindi, assieme ai proprietari della macchina, si trova costretto ad incamminarsi a piedi nel bosco in cerca di soccorso. Ciò che nessuno di loro sa è che in quelle zone abitano e cacciano esseri deformi e cannibali. Saranno guai. Prendendo spunto direttamente da film quali “Le Colline hanno gli occhi” e “Non aprite quella porta”, il film di Rob Schmidt non segue però il loro spirito autenticamente disturbante per adagiarsi invece sulle morbide corde dei moderni slasher. Non mancano situazioni inquietanti (la baracca dei “geek” è un vero mattatoio) ma il tutto è diluito secondo stilemi consoni ad un pubblico adolescenziale. Il ritmo c'è, la confezione del prodotto è tutt'altro che infame e l'uso della suspense talvolta colpisce nel segno, ma la sceneggiatura risulta spesso approssimativa e francamente si potevano evitare numerosi clichè all'americana (il ragazzo che si comporta come una specie di rambo poteva andare negli anni '80, ma oggi…SUVVIA!). Risulta palese come questo film sia nato per sfruttare la scia del buon successo commerciale del remake di “Non aprite quella porta” e proprio come quest'ultimo risulta essere un'imitazione patinata delle morbose (e ben più autentiche) atmosfere anni '70. Si resta sospesi fra momenti gore sorprendenti e momenti di deja-vu deludenti. Comunque sia, il film fa il suo dovere, ossia intrattenere per un'ora e mezza senza provocare sbadigli. E non è poco.

VOTO: 6

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