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THE WIZARD OF GORE
di Jeremy Kasten

Remake del 2007 di un classico del padre del cinema splatter Herschell Gordon Lewis, “The Wizard of Gore” si rivela un prodotto bizzarro, non privo di spunti visivi accattivanti, ma anche piuttosto confuso e sconclusionato. La storia , come nell'originale, vede il mago illusionista Montag (interpretato dal solito esasperato Crispin Glover) che durante i suoi spettacoli preleva persone dal pubblico e poi le tortura e smembra nei modi più cruenti. Fulcro dell'illusione è ovviamente il fatto che le persone sottoposte ad atrocità , a fine spettacolo, risultano incredibilmente indenni. Peccato che, puntualmente qualche giorno dopo lo show, i loro corpi vengano ritrovati orribilmente straziati. Un inquietante e fobico giornalista , profondamente affascinato da Montag, decide di indagare sulle morti per scoprire il mistero che si cela dietro esse. La spirale di sangue e violenza porterà a galla una verità degna del miglior illusionista. Questo remake parte dallo spunto iniziale del suo predecessore per poi sviare verso territori più vicini al noir e al thriller paranoico, senza ovviamente dimenticare generose dosi di splatter. Peccato che il grand guignol messo in mostra da Lewis sia, nonostante oggi risulti profondamente datato, più efficace di quello sin troppo elaborato e tutto sommato innocuo del qui presente film. Il buon lavoro sulle scenografie e di fotografia riesce, in parte, a compensare l'intreccio confuso , specie nell'ultima mezzora di pellicola, che mantiene la vicenda faticosamente in equilibrio fra alti e bassi. Più che allo stile di Lewis, il regista Kasten sembra rifarsi a quello di Rob Zombie, con tagli di montaggio convulsi e un'atmosfera decadente e marcia da circo degli orrori di periferia. In definitiva un tentativo non del tutto riuscito che però cerca una sua dimensione personale all'interno dell'oceano mediocre dei remake.


VOTO: 5,5

 

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