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WITCHCRAFT VIII : Salem's Ghost
di Joseph John Barmettler

Ottavo capitolo dell'interminabile saga, datato 1996, che ha la peculiarità di distaccarsi dal personaggio di William Spanner, presenza costante e filo conduttore dei precedenti film. "Witchcraft 8" pur possedendo, come sempre, grossomodo lo stesso staff tecnico dei predecessori ha una storia a sè stante ed è collegato solo nominalmente alla serie. Horror erotico probabilmente concepito anche come prodotto da distribuire indipendentemente dalla saga (difatti è circolato in home-video anche il titolo "Salem's Ghost" e “Satan's Ghost”), si rivela film assai mediocre e noiosetto. Nel 1600, a Salem, uno stregone viene bruciato vivo ed il suo spirito malvagio viene intrappolato in una tomba sotterranea, grazie ad una croce magica che funge da sigillo. Con un salto temporale ci ritroviamo ai giorni nostri con la consueta coppietta che acquista una villa in disuso. Nei sotterranei della casa, ovviamente, si cela la tomba dello stregone. Il sigillo verrà rimosso e il male avrà via libera per tormentare i due giovani e chi gli sta intorno. Particolarmente simile al primo "Witchcraft" per storia e sviluppo narrativo, questo ottavo capitolo non offre nulla di nuovo nè di interessante rispetto ai predecessori. Fotografia sopra la media, rispetto agli altri capitoli, ma regia ed interpretazioni livellate sempre sullo stesso (basso) standard. L'horror e l'erotismo sono mal miscelati tanto da risultare entrambi pretestuosi ed il ritmo della vicenda,sceneggiata in modo estremamente monocorde, è decisamente soporifero. Effetti speciali debolissimi (la scena dei fenomeni poltergeist nella villa è semplicemente ridicola) e qualche timido momento splatter, a condire l'insipida minestra. L'anno seguente arriva il nono capitolo “Witchcraft IX : Bitter Flesh”, che riprende subito i binari originali della serie.

VOTO: 4,5

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