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WITCHCRAFT II : The Temptress
di Mark Woods
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Nel 1989, un anno dopo "Witchcraft", i produttori Fiefer e Miller sfornano un sequel che definirà la formula dell'intera saga a venire. Riduzione degli elementi horror, massiccio inserimento di sesso softcore , attrici nude e (spesso) siliconate allo sbaraglio e struttura narrativa estremamente televisiva. Questo secondo capitolo si concentra sulle vicissitudini di William Churchill, il bambino sfuggito alle grinfie degli stregoni nel primo episodio, che è stato dato in affidamento ad una nuova famiglia, dalla quale ha preso il nuovo cognome "Adams" (che poi, nei capitoli successivi, si trasformerà inspiegabilmente in “Spanner”). Ora cresciuto (è uno studente di college), il "nostro" se la dovrà vedere con una formosa strega che ha intenzione di sedurlo e di trascinare la sua anima all'inferno. Per fare ciò, l'eroticissima mistress non esiterà ad uccidere chiunque la ostacoli. Staff tecnico praticamente identico a quello del primo capitolo, fatta eccezione per la regia che passa a Mark Woods, mestierante prelevato dallo staff video di "Playboy". Scelta affatto casuale, visto che il film commistiona erotismo ed horror, dando maggiormente risalto al primo elemento, piuttosto che al secondo. La bomba sexy Delia Sheppard, che veste (per modo di dire) i panni della strega, mostra le sue grazie ed ammicca a tutto spiano e ogni tanto accoppa qualcuno con i suoi poteri magici, senza mai invero mostrar dote recitativa alcuna. Charles Solomon, che coprirà il ruolo di William Spanner per tre capitolo della saga, è espressivo come un mattone e davvero poco credibile, dall'alto dei suoi trent'anni, come teenager. Rozzo tecnicamente, come il predecessore, lievemente più patinato fotograficamente ma con una sceneggiatura ridicola, “Witchcraft 2” ha dalla sua solo un soffio di ritmo ed un pizzico d'ironia che tentano (invano) di salvare la baracca. Incredibilmente, l'erotismo di grana grossa fu la chiave vincente che lo rese un buon successo di cassetta, visto che incassò 10 volte il suo costo di produzione (80.000 €). Ovviamente , l'anno dopo, arrivò di corsa il terzo capitolo “Witchcraft III : The kiss of death”.
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VOTO: 4,5
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