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Ultimo capitolo, per ora, di una delle più prolifiche saghe della storia del cinema horror. Realizzato nel 2006 e distribuito straight-to-video oltre un anno dopo, “Witchcraft 13 : Blood of the Chosen” è una videoproduzione a bassissimo budget che cerca di modernizzare in qualche modo la saga horror-erotica, nata nel lontano 1988. Che l'interesse per il modestissimo serial si fosse esaurito da tempo era un dato di fatto, ma l'instancabile produttore Feifer non ha mollato la presa e ha assoldato Mel House, promettente regista-autore della new wave dell'horror low budget . Il risultato è un filmetto che cerca una sua via stilistico-visiva con ampio utilizzo di camera a spalla e che attenua i toni erotici in favore dell'azione e dell'horror. La sceneggiatura cerca di mantenersi fedele allo stile della saga pur inserendo elementi mistery ed onirici. Will Spanner è di nuovo pronto a scontrarsi con il male, incarnato da alcune streghe che seducono e uccidono brutalmente le proprie vittime, strappando il cuore e divorandolo. Per venire a capo della faccenda, il nostro avvocato/stregone (che ormai usa i poteri magici a tutto spiano, sparando fulmini e palle di fuoco manco fosse Gandalf) dovrà scontrarsi con i segreti legati al suo passato… Il film è poca cosa, forse meno noioso di molti suoi predecessori ma comunque insipido e decisamente raffazzonato. Recitazione debole, effetti speciali assolutamente ridicoli (specie quelli visivi) e fotografia ed editing di basso profilo. Non è andata bene, neanche commercialmente, a questo tredicesimo capitolo. Francamente credo che la ragione, oltre che per la bassa qualità del prodotto, vada ricercata nel fatto che “Witchcraft” è stato un fenomeno circoscritto agli anni '90. Soprattutto a causa dell'elemento softcore predominante, di interesse in quegli anni per la presenza di molte sexy playmate discinte e copulanti (seppur spesso in mutande e reggiseno!) che offrivano al pubblico dell'home-video la possibilità di vedere bellezze prorompenti all'opera. Oggi il sesso soft è realmente sdoganato in qualsiasi prodotto filmico e lo stesso cinema porno offre moltissime ragazze di grande, se non superiore, bellezza in azioni ben più esplicite. Pertanto non sussiste davvero più motivo alcuno di interesse in film simili, se non quello dei (folli) completisti come me. Lo testimonia il fatto che nell'arco del primo decennio del 2000 sono usciti appena 3 capitoli della saga, contro gli 8 degli anni '90. Io, dal canto mio, posso tirare un sospiro di sollievo per la fine dell'impresa di aver recensito tutti i terribili episodi. Se esce il numero 14, NON avvertitemi.
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