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THE WITCH WHO CAME FROM THE SEA
di Matt Cimber

Molly è una giovane donna che soffre di disturbi psichici, a causa degli abusi subiti da bambina da parte del padre, alcolizzato e squilibrato. Attratta fortemente dagli uomini, la donna non riesce però a controllare i suoi impulsi di rabbia e vendetta repressa nei confronti del genere maschile, e così uccide i partner occasionali, infierendo sui loro corpi. La spirale di sesso e morte diverrà sempre più intensa, fino alla catarsi finale. Horror statunitense di pura exploitation , datato 1976, appartenente alla famigerata lista dei “nasty movies” stilata dalla BBFC, che è stato bloccato a livello di diffusione home-video in Gran Bretagna fino al 2006, essendo considerato immorale ed osceno. Il film di Matt Cimber, regista avvezzo all'exploitation e che negli anni '70 ha realizzato action, erotici e porno, è un rape/revenge atipico in cui la vendetta della vittima di stupro si consuma a lungo termine e si rivolge a tutto il genere maschile. Particolarmente spinto sul versante del sesso scabroso e della violenza psicologica, il film cerca l'effetto shock come viatico per palesare il disagio femminile in una società, in questo caso quella di fine anni '70, in cui alla libertà sessuale non corrisponde la parità sessuale. La figura maschile viene tratteggiata da Cimber, e dallo sceneggiatore Robert Thom, come laida, sessista, volgare ed ignorante nonostante l'estrazione alto borghese di molte delle vittime di Molly. Quest'ultima cerca di proteggere il proprio fragile equilibrio mentale attraverso espedienti fiabeschi, con i quali edulcora il mondo che la circonda ed immagina di essere una sirena che ha avuto un padre eroico e puro. Il film non risparmia neanche la televisione, autentica dispensatrice di bugie patinate ed effimere tentazioni, nei confronti della quale Molly (simbolo di un'intera generazione femminile) sembra essere dipendente. Diretto con interessante stile tecnico e particolarmente curato nella confezione, il film si avvale di un'eccellente fotografia curata da Dean Cundey, in seguito attivissimo collaboratore di John Carpenter e Robert Zemeckis. Buona anche la prova della protagonista Mille Perkins che incarna con grande trasporto la fragile, e al contempo inquietante e violenta, figura di Molly. Non particolarmente gore , il film riserva momenti disturbanti ed è permeato da un'atmosfera morbosa e sgradevolmente angosciante. Sesso, morte e dolore fanno parte del trittico di “The Witch who came from the sea”, un film che lentamente e progressivamente avvolge lo spettatore nelle spire di una mostruosità tristemente umana.

VOTO: 7,5

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