...torna all'indice


THE WICKER MAN
(ANTHONY SHAFFER'S THE WICKER MAN)
di Robin Hardy

Il sergente di polizia inglese Neil Howie (Edward Woodward) riceve una missiva anonima in cui si comunica la misteriosa scomparsa di una giovane ragazza sull'isola scozzese Summerisle. Recatosi li, si trova di fronte una popolazione diffidente ed un'atmosfera di totale omertà. Nessuno sembra neanche conoscere la ragazza scomparsa. Lentamente il poliziotto scoprirà che in realtà tutti stanno nascondendo la verità e che l'unica religione dominante nella comunità è una sorta di paganesimo celtico. Ma l'incubo è appena iniziato… Esordio fulminante per il regista Robin Hardy, che purtroppo lavorerà ben poco al cinema in seguito, dirigendo solo un interessante thriller/horror quale “The Fantasist” (pare, che stia lavorando quest'anno al remake di “The Wicker Man”, il cui titolo annunciato è “May Day”). L'atmosfera fiabesco-malsana che permea il film in questione lascia lo spettatore in uno stato sospeso fra fascino e repulsione mentre un sottile filo d'angoscia diviene sempre più spesso e tangibile con lo spiegarsi degli eventi. L'ottima e colta sceneggiatura di Anthony Shaffer crea il giusto alone di mistero basandosi fedelmente su antichi riti pagani e mettendo in contrasto mondi religiosi opposti. Difatti il sergente Howie è un puritano, fervente cristiano che ha una solida morale ed una fede di ferro, mentre la comunità capitanata da Lord Summerisle (Christopher Lee) crede nella reincarnazione ed in divinità pagane, legate al mondo della natura, ed è estremamente libera in fatto di sessualità. Entrambi credono ossessivamente nei loro dogmi ed entrambi sono convinti di possedere la verità assoluta. “The Wicker Man” è un film che non risparmia nessuno, che infrange con classe molti tabù e può essere anche interpretato come una riflessione al vetriolo sulla cecità delle religioni. Confezionato abilmente con un'ottima regia, un montaggio curato (nonostante siamo nel 1973, ha un taglio molto moderno e dinamico), affascinanti musiche folk ed una fotografia suggestiva (tutti i fatti più inquietanti accadono in pieno giorno, sotto il sole, senza che questo fattore ne sminuisca la carica shockante), il film si avvale anche di un ottimo cast fra cui spiccano le eccellenti interpretazioni di Edward Woodward e Christopher Lee. Al momento dell'uscita, il film scandalizzò non poco i censori inglesi, soprattutto per via della sua provocatoria carica sessuale. Questi ultimi gli hanno reso maledetta l'esistenza, bloccandone la distribuzione e facendolo circolare, in seguito, in versioni censurate e snaturate. Più volte, inoltre, il film è stato tagliuzzato indecorosamente per raggiungere la durata necessaria all'inserimento nei “double bill” dei drive-in (ossia le visioni di due film al prezzo di uno). Reperitelo e guardatelo, ne vale assolutamente la pena. CULT.

VOTO: 8

...indietro