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Scatenato film
giapponese che commistiona horror, action e commedia.
C'è una leggenda che sostiene esistano 666 porte dell'inferno
sparse nel globo terrestre. Una di esse, la 444 per
l'esattezza, è sita in Giappone nella cosiddetta "foresta
della resurrezione". Qui i morti tornano in vita posseduti
da forze demoniache. Un giovane evaso di prigione si
troverà suo malgrado nella suddetta foresta e dovrà
affrontare zombies, killer della yakuza ed un cattivissimo
capo mafioso che pare possedere poteri soprannaturali.
Solo dopo innumerevoli lotte, e grazie all'aiuto di
una giovane ragazza, il protagonista riuscirà a comprendere
che c'è, in realtà, un'importante missione da compiere.
Ritmo sfrenato per questo film che sembra la trasposizione
di uno dei tanti giochi iper-violenti ed iper-frenetici
della Playstation. I personaggi del film volteggiano
in aria, sferrano calci velocissimi e poderosi e affettano
zombi in quantità industriale. Il regista Kitamura ci
da dentro con steadycam, movimenti di camera assurdi,
montaggio serrato ed arti marziali a profusione. Il
film nonostante sia piuttosto povero nei mezzi ha qualche
buon effetto speciale (il make-up degli zombies mi è
piaciuto) e degli ottimi stuntmen, veri e propri artisti
del kung-fu. L'unico problema è che "Versus" dura 120
minuti ed ha un plot che ne può reggere solo 70. Pertanto,
dopo essere rimasti colpiti da i primi 30 velocissimi
minuti d'azione, si rischia di sbadigliare un po' nell'attesa
del finale di film. I combattimenti, a lungo andare,
diventano tutti piuttosto simili poiché girati sempre
con lo stesso stile e la comicità insita nella pellicola
è (come spesso capita nei prodotti del "sol levante")
a tratti stucchevole. Spesso il film perde i suoi tratti
orientali scimmiottando il nostro cinema d'occidente
(ci sono un paio di scene alla "Matrix" ed altre in
stile "Highlander" piuttosto fuori luogo a parer mio).A
parte queste piccole sbavature, resta comunque il fatto
che "Versus" è un prodotto divertente e spettacolare
che dimostra ancora una volta come gli orientali siano
dei grandi realizzatori di cinema d'azione.
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