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VAN HELSING
di Stephen Sommers

Il cacciatore di mostri Van Helsing è da sempre segretamente al servizio della chiesa per debellare il demonio in ogni sua forma. In ogni missione, l'eroe si trova ad affrontare mostri e creature infernali che sconfigge grazie alla sua abilità ed alle sue armi tecnologiche. Assieme all'imbranato ma geniale frate Carl, Van Helsing se la dovrà vedere con il conte Dracula in persona che sta creando un esercito di vampiri per dominare il mondo e spazzare via gli umani. Durante la sua avventura, il “nostro” incontrerà i miti dell'horror classico quali Dr. Jeckyll/Mr. Hide, la creatura di Frankenstein e l'uomo lupo. Sommers ci riprova, dopo l'ottimo successo commerciale dei suoi “ La Mummia ” e “ La Mummia – Il ritorno”. Il regista americano ripropone la medesima formula ovvero ironia, ritmo forsennato e baraonda di effetti speciali. L'impatto visivo è comunque l'unico fattore che tiene a galla il film. Impressionanti effetti speciali a fiumi, fondali ricostruiti in computer grafica, creature mostruose che volano, urlano ed esplodono ecc… ovviamente il tutto sincronizzato al ritmo di un moderno videogame fatto su misura per un pubblico di giovanissimi. Invero risulta un po' triste vedere classiche leggende europee (Van Helsing, Dracula, la creatura di Frankenstein) ridotte alla stregua di personaggi da “cartoon” che, privi di spessore simbolico, vengono sballottati da una parte all'altra dello schermo. Ma se si può chiudere un occhio su questo atteggiamento superficiale (a cui i blockbuster americani ci hanno abituato, vedi per esempio il recente “Troy” che fin troppe licenze si è preso sull'opera di Omero) non si può fare altrettanto per la storia gracile e per la sceneggiatura bucherellata e pretestuosa. Questi fattori non fanno altro che limitare “Van Helsing”, troppo sciocco per un pubblico adulto, ed adatto solo a platee di tredicenni.

VOTO: 5

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