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UNCLE SAM
di William Lustig

Ultima, per ora, regia di William Lustig datata 1997 che vanta anche la collaborazione del geniale Larry Cohen al soggetto e sceneggiatura. I due avevano già lavorato insieme per “Maniac Cop” e anche in questo caso sfruttano un'icona, che nell'immaginario collettivo americano rappresenta un caposaldo del patriottismo e della sicurezza, traslandola in versione malvagia e mostruosa. Un militare viene accidentalmente ucciso, dal fuoco amico, durante la guerra del golfo. Il suo spirito malvagio ed inquieto non ne vuole sapere di restare nell'aldilà e così sfrutta, una volta che la sua salma viene rimpatriata, la fervida ammirazione che suo nipote nutre per lui per trarne forza e risorgere. Indossato un costume da “Zio Sam”, il “nostro” decide di fare polpette di TUTTI gli americani che non sono animati da autentico spirito patriottico. Un'idea bizzarra, un'ironia che spesso sfocia nell'acido sarcasmo, una critica feroce alla guerra e al nazionalismo coercitivo e una buona dose di atmosfere cupe sono gli ingredienti che compongono la prima parte del film in questione. Nonostante il budget limitato, la mano di Lustig è robusta e la confezione del prodotto curata. Poi si scivola, è proprio il caso di dirlo, nella seconda frazione di film in cui è evidente sia una certa fretta nel terminare l'opera sia la mancanza di coraggio e cattiveria che spingono la vicenda su ambigue chiavi di lettura che contraddicono tutto ciò detto prima. Alla fine è proprio con l'uso delle armi e con la strategia militare che il male viene sconfitto e i vari personaggi anti-patriottici che vengono uccisi, dimostrano, con atteggiamenti decisamente sopra le righe,e di essere figure negative e di meritare la “punizione”. Peccato che un buon prodotto diventi, senza molto nerbo invero, un prevedibile slasher in cui l'eccessiva ironia finisce col nuocere all'esuberante idea di partenza. Poco gore , ma supportato da un valido cast e in grado di riservare un chicca finale, direttamente ripresa da “Paura nella città dei morti viventi”, che fa comunque capire il livello notevole di Lustig e la sua grande passione per il cinema horror (e per Fulci in particolare, visto che il film è dedicato alla sua memoria). Inedito in Italia.

VOTO: 6

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