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Ivan Zuccon torna
alla carica con questo sequel del precedente "L'Altrove"
e dimostra saper ribadire quanto di buono aveva fatto
in precedenza. In questo secondo capitolo i mezzi sono
aumentati, la recitazione e gli effetti speciali migliorati
ulteriormente e, soprattutto, la storia è ben più solida
e meglio sceneggiata. Siamo in un futuro non precisato
con gli umani coinvolti nell'eterna e disperata lotta
con l'orrore dei Grandi Antichi. Un gruppetto sparuto
di soldati (composto da uomini e donne) cerca di reggere
all'assedio e, nel contempo, di trovare una soluzione
all'incombente tragedia. Ma, purtroppo, la nascita del
figlio dell'Altrove, pargolo degli Antichi, potrebbe
decretare la fine del mondo. Cosi' i soldati sono costretti
all'affannosa ricerca del libro Necronomicon, che nelle
sue pagine contiene il segreto per sconfiggere il male.
Intanto il feroce figlio dell'Altrove nasce e sarà massacro
spietato…Zuccon continua con il suo stile di regia aggressivo
e lo mette al servizio di una vicenda coinvolgente e
terrificante al punto giusto. Notevoli almeno due sequenze:
la prima è quella del dialogo fra una strega-zombie
e un soldato che fornisce al militare delle informazioni
sul Necronomicon in cambio di un rapporto necrofilo
con lei (argh!) e l'altra è quella della crocifissione
di un ragazzo (sequenza girata con idee e stile davvero
impeccabili). Girato con gli stessi supporti del precedente
film (Betacam, "cinepresa" digitale e 16 mm) il prodotto
in questione è, a parer mio, superiore a tanti altri
film dal budget ben più elevato ma dalle idee latitanti
(e come ben sapete se ne vedono tanti oggi in giro…).
Interessante anche la maniera logica con cui questo
sequel è stato collegato al precedente capitolo, ma
che allo stesso tempo permette di vedere "Il figlio
dell'Altrove" come un film totalmente a parte. A questo
punto sono in fremente attesa che Zuccon termini il
terzo capitolo della sua trilogia Lovecraftiana.
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