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THE UGLY
di Scott Reynolds

Simon Cartwright non è un serial-killer. Simon non è un pazzo ma sente delle voci. Simon spesso riceve delle visite nella sua mente, visite da parte delle sue vittime. Simon è confuso ed ha paura. Simon sa essere spietato e mortale. Tutto questo e molto di più è Simon e ben presto se ne accorgerà la dottoressa Carol incaricata di tracciare un profilo psicologico di tale omicida internato in un allucinato manicomio criminale. Come può nascere un assassino? Cosa può spingere ad uccidere? La solitudine e l'opprimente società forse, oppure una sensibilità incompresa e derisa. Cosi' fra le pieghe della memoria di Simon incominciamo a viaggiare a ritroso. Fra omicidi ed un'infanzia triste, fra le mura della sua camera e lo sguardo gelido della madre. Senza un padre e senza un amico solo con un pallido amore nell'adolescenza ben presto interrotto. Questo e la violenza quotidiana creano Simon Cartwright e lo rendono rabbioso col mondo intero. Rabbioso e condannato ancora una volta di più a restar solo. Non serve raccontare nel dettaglio gli eventi che nel film accadono poiché ciò che veramente magnetizza è la figura di Simon magistralmente interpretata dal nostrano Paolo Rotondo. L'importante è aggrapparsi ben saldi alla poltrona per non rischiar di perdersi nel blu e nel rosso dell'allucinata fotografia, per evitare di farsi trascinare nel vortice di dolore che nella mente di Simon si muove. La fragilità dell'assassino e la sua spietatezza costituiscono un binomio mai cosi' ben delineato come accade in questo film. Impossibile non provare un profondo senso di pietà nei confronti di Simon cosi' come impossibile non spaventarsi dinanzi alla ferocia che poi esplode di colpo. Quanti di noi si sentiranno per brevi attimi vicini a lui, vicini al suo tormento e alla sua dolcezza calpestata. Quanti sentiranno fremere dentro la paura prima che egli scatti con il suo rasoio ed uccida. Se in "Maniac" di Lustig il serial-killer era brutalità e misoginia allo stato puro e se in "Henry - Pioggia di sangue" di Mcnaughton l'assassino è mostrato nella maniera più documentaristica possibile, qui in "The Ugly" l'unica cosa che conta è la mente stessa del folle. Guardando il film vi perderete nella confusione, nel dolore, nella paura e nei brevi attimi di gioia che Simon ha provato. Uno dei più grandi horror degli anni '90 in assoluto.

VOTO: 10

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