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THRILLER : A CRUEL PICTURE
(THEY CALL HER ONE EYE - THRILLER : EN GRYM FILM)
di Bo Arne Vibenius

Rape/revenge dalla Svezia, diretto nel 1973 da un ex allievo di Bergman, a cui Quentin Tarantino si è palesemente ispirato per creare il personaggio interpretato da Daryl Hannah in “Kill Bill”. La storia vede una giovani subire, da bambina, uno stupro da parte di un vecchio laido. L'esperienza la traumatizza a tal punto da renderla muta ed estremamente remissiva. La sua vita, da adulta, non prosegue in modo felice e, addirittura peggiora terribilmente, quando viene adescata da un uomo facoltoso ma anche molto subdolo. Questi la fa ubriacare, la porta a casa sua, la droga, rendendola eroinomane e poi la obbliga a prostituirsi. Le cava anche un occhio, quando lei si ribella e ferisce un cliente. Dopo tanti soprusi e umiliazioni, la “nostra” deciderà di prendersi una sanguinosa vendetta. Diretto in modo estremamente grossolano, il film si regge unicamente sulla brutalità, sulle scene di sesso esplicite (brevi inserti che causarono, assieme alla violenza esplicita, alla pellicola notevoli travagli e censure) e su alcune trovate visive. Fra di esse si segnalano soprattutto il look della vendicatrice, la fotografia, a tratti, estremamente gelida e alcune sequenze shock, molto disturbanti, fra cui spicca la scena dell'occhio cavato con un bisturi (l'effetto speciale risulta molto realistico, anche perché voci di corridoio mormorano che siano state usate parti di un vero cadavere, piuttosto che il consueto manichino). Ma Vibenius, più o meno volontariamente, finisce con l'ammorbare eccessivamente la situazione pigiando sul pedale del sadismo che, smaccato e spesso ingenuo, fa scivolare la vicenda nel grottesco. Impossibile non ridere quando la protagonista se ne va a zonzo con la benda, che copre l'occhio, in perfetta tinta con il vestito che indossa (!??!). Che il film colpisca allo stomaco e che abbia influenzato molti altri rape/revenge a venire è indubbio e che all'epoca possa aver turbato gli spettatori è facile da immaginare, ma resta il fatto che il risultato finale è sciatto e, alla lunga, pure noioso.

VOTO: 5

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