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E' inquietante
constatare come le produzioni del filone horror moderne
siano per lo più prive di qualsiasi spessore e mordente,
quando, anni fa con la metà dei soldi e il doppio delle
idee si realizzavano si prodotti definiti artigianali
ma ancora oggi considerati capolavori cinematografici.
Così questo filmetto porta con se quella mediocrità
che lo relega a "materiale di scarto". La banalità della
storia è presto esplicata e non lascia molto spazio
all'immaginazione: una maledizione tramandata di generazione
in generazione dalla zia alla nipote attraverso un bacio...(da
cui la fantasia nello scegliere il titolo). La strega
di turno tenterà, dopo la morte della sorella, madre
della nipote, di prendere il suo posto in famiglia avvicinandosi
pericolosamente alla ragazzina. Scopo, tramandare la
maledizione (che in realtà è un esserino vagamente ispirato
ad Alien che dimora nel corpo della strega...). Noioso
oltre il sopportabile, ennesimo tentativo di riproporre
il "gioco" della femme fatale (Mario Bava aveva utilizzato
idee migliori qualche decade fa), monotono e totalmente
privo di una certa malattia o morbosità nella fotografia
e nella regia, trasformando il film in una specie di
telenovela! Mancano le idee, prevedibili sempre con
largo anticipo, il che abbatte un principio fondamentale:
la tensione. Un film dell'orrore privo di tensione NON
è un film dell'orrore, tanto più se il finale è pressoché
scontato come qui. Segnaliamo, per dovere di cronaca,
un vago richiamo a tradizioni vodoo blandamente mischiate
a culti africani. Insomma non c'è nulla che possa salvare
questa pellicola dal dimenticatoio. Inutile se non dannoso....
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