Sei ragazze e una spedizione speleologica: "The Descent", appunto, la discesa. Che non è tanto quella “fisica” nei meandri delle grotte, quanto piuttosto l'immergersi nell'oscurità dell'animo umano, nella nostra carnalità, nei nostri istinti primordiali e più selvaggi. Da un plot che sta benissimo in una riga sola Neil Marshall ("Dog Soldiers") ha tratto uno degli horror più riusciti dell'anno, un film che non risparmia niente e nessuno; esplicito e diretto, basso e sanguinoso. Tolte le comodità della vita quotidiana e le sovrastrutture da essa create, l'essere umano si rivela per quello che è, dominato dall'istinto primordiale per la sopravvivenza che fa regredire tutti al rango di bestie. Non è un caso quindi che tutti i personaggi siano donne, e anche se a conti fatti il film non dice nulla di nuovo (né, forse, lo dice in maniera così esaustiva), di certo non concede nulla al buonismo e al perbenismo tipici di molte produzioni recenti. Un cinema di genere che fila via dritto sino alla fine, senza intoppi e senza tranelli; il rischio della sopravvalutazione eccessiva è dietro l'angolo, ma averne di film così…