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TETSUO - THE IRON MAN
di Shinya Tsukamoto

Concedetemi, al fine di introdurre il film, qualche riga di commento senza le quali sarebbe arduo spiegare il perché di questa pellicola in un sito che tratta horror. Nell'ultimo decennio si è affinato ed esasperato quel processo di fusione che ha visto cadere i confini all'interno del mondo dell'arte: Cinema, letteratura, musica non possono più essere catalogati in generi precisi e ciò ha dato origine ad una nuova serie di ibridi in tutti i settori. Questo terremoto da un lato ha portato confusione, facendo cadere i punti di riferimento all'interno dei vari generi con il risultato di creare, a volte, solo sterili esercizi di sperimentazione senza arte ne parte; di contro ha fatto nascere una serie di movimenti animati da artisti innovativi che non hanno paura di "mischiare le carte" pur mantenendo uno scopo ed un controllo creativo sul prodotto. Tutta questa premessa per presentare Shinya Tsukamoto, uno dei registi più assurdi dell'avanguardia nipponica, che ci regala un film malato, sovversivo, violento dove la potenza delle immagini raggiunge livelli incredibili. La trama, non sempre comprensibile appieno "dovrebbe" essere questa: una giovane coppia investe con la macchina un ragazzo, spaventati i due fuggono abbandonandolo. Nell'incidente, una scheggia di metallo entra nel braccio del giovane, infettandolo e dando inizio ad una serie di mutazioni. Il ragazzo investito e' infatti dotato di poteri speciali: riesce a controllare il metallo e fondersi con esso. Il giovane vive in una fabbrica abbandonata, da dove dirigerà la sua vendetta contro lo sventurato impiegato. Dapprima gli escono pezzi di metallo dal mento, poi sotto la pelle delle braccia vede muoversi, gonfiarsi e contorcersi il metallo. Dai suoi piedi fuoriescono dei tubi che si rivelano essere razzi, attraverso i quali percorre a folle velocità le vie di Tokio. Durante la trasformazione anche il suo sonno e' disturbato; nei suoi incubi un demone femmina lo sodomizza con un lungo organo simile a un tubo da aspirapolvere. Da stra-cult la scena in cui il suo pene si trasforma in un enorme trapano, con cui riduce in pezzi la sua ragazza. Trasformato in un folle uomo-macchina, raggiunge il suo creatore nella fabbrica abbandonata dove i due esseri si scontrano, tra cavi elettrici, televisori, rottami vari. Il finale vede i due antagonisti fondersi (anche qui, come nelle scene dell'incubo, con esplicite allusioni sessuali, da sempre presenti nelle produzioni giapponesi) in un enorme carro armato a due teste, che si avvia a seminare la distruzione nel Mondo! Girato in B/N, montato in maniera velocissima (guardate le scene dove corrono!), ricco di inquadratura sconnesse e claustrofobiche, il film rievoca una società industriale grigia e degradata nella quale si muovono uomini-macchina in preda ad una follia distruttrice. Come precisato all'inizio non si può parlare di horror nel senso classico del termine; questa è una nuova frontiera che ingloba l'impatto e la violenza dell'immaginario horror fondendo il tutto con una forte critica sociale, andando, cinematograficamente parlando a richiamare il primo Lynch ma anche il vecchio cinema giapponese di fantascienza. Tutto però è sapientemente mischiato e proiettato nel futuro. I temerari che vorranno vederlo si troveranno di fronte a qualcosa che si imprimerà con devastante forza nelle loro menti, provocando fastidio, disgusto ma anche stupore ed ammirazione. Per gli altri c'è sempre il telefilm di Buffy…

VOTO: 9

RECENSIONE DI

DAVIDE "DE" MASPERO

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