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LA TARANTOLA DAL VENTRE NERO
(BLACK BELLY OF THE TARANTULA)
di Paolo Cavara

In un esclusivo salone di bellezza storie di ricatti ed estorsioni a sfondo sessuale si mescolano con delitti rituali compiuti da un folle,che prima paralizza le proprie vittime con uno spillone per agopunture e poi infierisce sui loro corpi inerti a colpi di coltello;un commissario triste e sfiduciato (Giancarlo Giannini agli esordi) indaga con solerzia,facendo finire sè stesso e la propria compagna nel mirino del maniaco. Tipico thriller all' italiana risalente al periodo d' oro del genere,zeppo di debiti tecnico-stilistici col cinema d' epoca di Dario Argento,e di riflesso con quello di Mario Bava;caratterizzato da un intreccio più robusto e da truculenze più eccessive rispetto alla media di coevi prodotti omologhi,il film è meno originale del successivo giallo di Cavara (il bizzarro "E tanta paura") ma è superiore a quest' ultimo in quanto ad atmosfera. Notevole il cast artistico;il titolo,gratuito in nome di Argento,suggerisce una forzata analogia tra la morte delle vittime e quella solitamente inflitta dalla vespa alla tarantola,che la squarta viva per deporre in essa le proprie larve dopo averla paralizzata col pungiglione.

VOTO: 6,5

RECENSIONE DI

FLAVIO GIOLITTI

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