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STRANGELAND
di John Pieplow

Uscito in sordina nei cinema e snobbato dal pubblico e dalla critica, questo "Strangeland" si rivela essere un buon film con un'interessante figura di psycho-killer. Un maniaco, col nickname CaptainHowdy, adesca le sue vittime attraverso un chat-line e, dopo averle catturate, le tortura infliggendogli i più dolorosi piercing. Una delle giovani stuprate e torturate è però la figlia di un detective che si getta sulle tracce del folle e lo cattura. Ma il sadico non può essere condannato per via dell'infermità mentale e cosi' viene rimesso in libertà dopo un periodo d'internamento in casa di cura. Ma sarà la "civile" comunità di paese a volersi far giustizia da sola cercando d'impiccare il maniaco. Sarà la molla che farà di nuovo scattare la follia sopita. La vicenda ha un ritmo serrato ed alcuni momenti molto crudi come, ad esempio, la scena in cui la polizia scopre la stanza delle torture di CaptainHowdy oppure quando il maniaco decide di applicare un piercing al pene di un poveraccio (aaarrgghhh!!!). C'è poco gore esplicito ma il regista se la cava lo stesso bene nel "suggerire" la violenza e l'orrore. Il film soffre però di una certa approssimazione nella sceneggiatura, dove specie nella seconda parte, ci sono passaggi frettolosi ed un paio di buchi notevoli. Nel film si fa sentire anche una vena critica nei confronti della società, densa di squallidi segreti e segrete violenze, che non da possibilità di redenzione al maniaco e che cerca di farsi "giustizia" cosi' come si faceva nel far-west. Dee Snider, ex cantante dei Twisted Sister, si costruisce (suo è difatti il soggetto del film) una figura di psicopatico graficamente accattivante che farnetica divertenti baggianate da "sciamano metropolitano". Nel ruolo di uno dei villani che cercano di accoppare CaptainHowdy redento troviamo il buon vecchio Robert Englund.

VOTO: 7

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