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Nel 2001 le prigioni
sono sotto il controllo di enti privati e, spesso e
volentieri, sono luoghi in cui la violenza la fa da
padrona. Riki Oh, abile combattente di kung-fu, viene
ingiustamente rinchiuso in un carcere di massima sicurezza
dove un sadico direttore si diletta nel torturare ed
uccidere i prigionieri. Tutti i più violenti avanzi
di galera cercano di accoppare Riki che però si difende
sfoggiando una tecnica di combattimento da far invidia
a "Ken il guerriero". Difatti con pugni e calci egli
è in grado di sfondare teste, dilaniare la carne e mutilare
chi gli capita a tiro. Tutti i cattivoni avranno pessima
sorte incluso il direttore che, addirittura, si tramuterà
nel finale in un mostro deforme. "Story of Ricky" è
il tipico esempio di cinema scatenato di Hong Kong denso
di action, violenza e splatter. Questa miscela rende
il film in questione estremamente divertente a patto
che si riesca a guardarlo nella giusta ottica. Non tutti
gli occidentali difatti potrebbero apprezzare lo humor
delirante e lo splatter "baracconesco" di "Story of
Ricky". Personalmente lo trovo davvero spassoso e di
certo tutti gli amanti della violenza grafica si esalteranno.
Memorabile la scena in cui Riki fa schizzare gli occhi
dalle orbite ad un tipo dandogli uno schiaffo, incredibile
quella in cui infila in un gigantesco tritacarne il
direttore-mostro (è un diluvio di sangue e frattaglie
incredibile!!!). Ci sono parecchi elementi trash che
rendono il tutto ancora più divertente e dissacrante:
1) Il carcere di massima sicurezza altro non è che una
scuola attrezzata con sbarre. 2) Nonostante si parli
per tutto il film di rigida sorveglianza, i detenuti
se ne vanno a zonzo in tranquillità all'interno della
prigione. 3) In una scena Riki viene sepolto vivo ma
riesce incredibilmente a sopravvivere sotto terra respirando
con delle cannucce che emergono dal sottosuolo. In definitiva,
un film incredibile! .
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