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STOIC
di Uwe Boll

Quattro detenuti, reclusi nella medesima cella, giocano a poker per vincere la noia. Quella che è una semplice partita degenera ben presto in un incubo violento. Uno dei detenuti perde e come “pegno” deve ingerire un intero tubetto di dentifricio. Il ragazzo si rifiuta di farlo e scatena negli altri tre una reazione violenta che li porterà prima ad umiliarlo, poi a torturalo e stuprarlo, in un crescendo di orrore che avrà il più tragico degli epiloghi. Exploitation del 2009 che si basa su fatti realmente accaduti , nel 2006, nella prigione tedesca di Siegburg. Uwe Boll realizza un film disperato ed insostenibile, dimostrando che dai tempi dell'orrido “Alone in the Dark” è passata parecchia acqua sotto i ponti e, soprattutto, abbandonando per un attimo le continue trasposizioni cinematografiche di videogames . “Stoic” è un film estremo, vero pugno nello stomaco, che mette a nudo l'orrore reale della brutalità dell'essere umano, la violenza come sfogo bestiale delle frustrazioni, la sindrome del branco che dinanzi alla “preda” più debole non conosce pietà, ma che anzi trae forza dal sopruso. Disturbante ed , in alcuni momenti, realmente difficile da digerire il film alterna la confessione del trio di carnefici con i flashback degli eventi. Girato quasi completamente con telecamera a spalla, illuminato da una luce plumbea e soffocante, il film tramuta l'unica location in cui si svolge (la cella) in uno spazio claustrofobico e disperato. Valida la prova del quartetto Furlong/Sipos/Levinson/Mennekes che hanno lavorato su un canovaccio fornitogli dal regista, improvvisando molti dei gesti e dei dialoghi nel film. Abile Boll nel gestire lo spazio, il cast ed il lavoro di ripresa ed editing, riuscendo a donare ritmo e crescendo drammatico alla vicenda. Siamo al confine fra il torture porn ed il dramma sociale ma l'equilibrio regge e “Stoic” non scivola del tutto verso nessuno dei due frangenti, mantenendo una sua personalità delineata seppur a tratti primitiva. Presentato alla 7° edizione del Ravenna Nightmare Festival.
Visione assolutamente sconsigliata agli spettatori più sensibili.

VOTO: 7

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