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Ecco un altro
film difficile da catalogare ma che sicuramente non
sfigura nella categoria horror, ad opera del maestro
Jodorowsky, regista, e poliedrico artista cileno, autore
di cult movie, oltre a "Santa Sangre" ovviamente, quali
"El Topo" e "la Montagna Sacra". Forse sarebbe meglio
definirlo un thriller a sfondo psicologico più che un
horror, che fa dell'originalità della trama, e della
suggestione di luoghi in cui si respira un'atmosfera
cupa e disperata (non so quanti di voi abbiano visto
film girati a Città del Messico ripresa per come è effettivamente)
armi vincenti per catturare lo spettatore. Il film è
ben diretto e montato, con attori ben calati nella parte;
soffre forse un po' la complessità della trama articolata,
anche attraverso diversi flashback, risultando quindi
un po' ostico e necessitando di una certa attenzione
da parte dello spettatore. Nel film il piccolo Felix
è il figlio del proprietario di un circo, un americano
alcolizzato e violento sposato con una donna fanatica
religiosa che adora la statua di una bambina a cui furono
mozzate le braccia. L'arrivo di un'altra donna stravolgerà
il già labile "equilibrio familiare". Il piccolo ha,
si può immaginare, un'infanzia tutt'altro che felice
che terminerà in un tragico evento. Passano gli anni
e ritroviamo Felix adulto in un manicomio da cui pero
scappa per andare a commettere sanguinosi delitti, il
perché lo scoprirete nel visionario finale della pellicola
di cui non voglio anticipare nulla visto che proprio
i minuti finali regalano le cose più interessanti. Un
film strano, quindi, difficile e piuttosto lento, con
buoni momenti di violenza, come la morte dei genitori
di Felix, ma purtroppo, come del resto tutti i film
di Jodorowsky difficile da recuperare (in Italia è uscito
per la Domovideo). Se vi capita di trovarlo dategli
un'occhiata, ne vale la pena.
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