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LO SQUARTATORE DI NEW YORK
(THE NEW YORK RIPPER)
di
Lucio Fulci

Forse l' apice, assieme a "L'aldila`", della cinematografia horror-thriller di Fulci. Un maniaco terrorizza New York, uccidendo giovani donne apparentemente a caso; sulle sue tracce un solerte tenente di polizia (Jack Hedley), uno psichiatra (lo svogliato Paolo Malco) e una mancata vittima (Almanta Keller, che non è in verità uno pseudonimo di Antonella Interlenghi, come afferma Paolo Mereghetti nel monumentale dizionario che lo ha reso famoso, bensì quello di una sconosciuta attricetta francese). Facendo sfoggio di uno stile registico piacevolmente asciutto, Fulci sfrutta al meglio una trama meno banale del solito, nonchè la sporca fotografia del veterano Luigi Kuveiller (Profondo Rosso) ed un budget probabilmente tra i migliori mai avuti a disposizione. I tempi di lavorazione ristretti e l'inadeguatezza di alcuni attori impongono ovvi limiti, ma la grinta dell'autore supplisce abilmente a tutto, regalando uccisioni di donne truculente come poche, e culminanti nell'indimenticabile sequenza in cui una prostituta viene torturata con una lametta, che va tra l'altro a tagliarle a metà un capezzolo e ad inciderle un bulbo oculare (peccato, però, che gli effetti speciali funzionino soltanto a tratti...). Difficile, purtroppo, da vedere in una veste decente: eliminate l'edizione video dell'Avo Film, che taglia parecchie scene, e le copie per la tivù, che oltre alle immancabili pesanti censure presentano pure una fotografia orrendamente alterata, restano i nastri, ormai piuttosto rari, etichettati Star Video.

VOTO : 7

RECENSIONE DI

FLAVIO GIOLITTI

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