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DIRTY WEEKEND - Uno Sporco Weekend
(DIRTY WEEKEND)

di Michael Winner

Puoi pensare che ti dica bene, almeno una volta nella vita. Pensare che la bionda di passaggio ti accontenti in tutto, che abbia capito quello di cui hai bisogno, che voglia soddisfare i tuoi desideri senza chiedere in cambio cene pagate e noiose chiacchiere di circostanza. Così, al volo. Lei ti piace e te la prendi, la prendi perché si fa prendere, e si fa prendere come preferisci. Almeno una volta nella vita. Bella è la tua fortuna, senti a me. Bella è una donna che ha imparato, col tempo, a rappresentarle tutte.
Può essere la vicina di casa che vorresti spiare tutto il giorno, per esempio, la dirimpettaia da traumatizzare con qualche telefonatina erotica mentre ti masturbi. Oppure la sconosciuta beccata al bar che vuoi farti in una camera d'albergo. Magari la tua paziente nel violento gioco del dottore a cui hai sempre sperato di giocare. Ma è una farsa. Una recita, perché pure Bella ha le sue necessità. Vuole farti secco, capisci?
Ammazzarti, diavolo, e te ne accorgi quando è troppo tardi. Vuole farti secco perché ai suoi occhi nemmeno tu sei mai stato solo un uomo. Li rappresenti tutti. Vuole farti secco, Bella, e morire non è una cosa che puoi replicare. Capita almeno una volta nella vita, è vero, ma quando capita la vita è finita. ”Dirty week-end” (1993) è uno strambo rape and revenge. Lo è perché lo stupro vero e proprio ai danni della protagonista arriva dopo che si è superata abbondantemente la metà del film. Eppure, facendo attenzione, ci si accorge che Bella è violentata fin dai primi fotogrammi. Una violenza psicologica la tiene costantemente sotto scacco, le fa dubitare di poter vivere serenamente la propria esistenza di impiegatuccia part-time, le fa sembrare impossibile l'amore, la vita di coppia. Ha incontrato solo bastardi, da quando è nata. E nel momento in cui decide di lasciare l'ultimo, quando decide di cambiare città, trovarsi un appartamentino tutto suo in un seminterrato per ricominciare, ecco che la spiano. Ecco che sull'altro lato del cortile c'è chi la fissa attraverso le tendine, penetrandole in casa con sguardi lascivi, impedendole addirittura di crogiolarsi nella propria ricercata solitudine. Non si è mai soli, mai al sicuro.
Bella è stanca e inizia a far piazza pulita. Indiscriminatamente, tanto son tutti insetti, gli uomini. Lei "lavora nel risanamento ambientale", dice. Lei "fa pulizia".
Davvero notevole, il film di Winner. Riesce a restare per tutta la durata un prodotto sopra le righe, con situazioni e dialoghi piacevolmente inverosimili, personaggi da fumetto underground, atti di violenza e scene di sesso grotteschi. Bella uccide usando martelli, buste di plastica, pistole e coltelli. E' varia nel modus operandi. Eclettica pure nel parlare, non mancherà di divertirvi. E intrigarvi, perché Bella diventa a ogni minuto che passa più sexy. Più sexy, più spietata. Il mio insegnante di scuola guida diceva: "Attenti per la strada, perché non ci sono solo le vostre manovre, a decidere come andranno le cose". Bella questo l'ha capito. Impossibile prendere una pausa, dimenticare i maschi per un po', perché saranno i maschi a ricordarsi di te. Ma nel film di Winner non sono i maschi il solo difetto. Non c'è solo il sesso, in questi fotogrammi. Si legge nella pellicola la trattazione di un problema più ampio con cui ogni essere umano è costretto a misurarsi. E' il problema del mondo che per sua stessa natura va condiviso. Le altre auto sulla strada sono il problema, come osservava il mio insegnante. Vuoi andare piano, concederti un po' di pace dopo una corsa sfortunata? Vuoi metterti sulla destra, lasciare che gli altri sfreccino mentre tu procedi a venti all'ora? Be', non si può fare. Prendi strombettate di clacson, improperi, forse trovi anche chi riesce a tamponarti da dietro. Ha ragione Bella: "Pensavo si potesse essere gentili, nella giungla. Tu non fai male agli altri, gli altri non lo fanno a te". Pensava così, e sbagliava. Il tuo ritmo non può rallentare, non te lo permettono. Si è infelici per il semplice fatto che mille altri, attorno a noi, stanno cercando spietatamente la propria felicità.
Decidono la musica, e devi ballare al ritmo che ti impongono. Gli altri... meglio farli fuori, alla svelta. Se non posso decidere da me chi essere, se non posso guidare
con calma questa macchinetta che si chiama Vita e che non vuole saperne di fermarsi, allora pigio l'acceleratore al massimo, e vi consiglio di farmi spazio.
Bella non bada ai semafori, e le strisce pedonali hanno per lei il colore dell'asfalto.

VOTO: 7

RECENSIONE DI

BASHFUL

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