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SPLINTER
di Toby Wilkins

Produzione low budget statunitense del 2008 che prende spunto apertamente dal film “ La Cosa ” di John Carpenter sia per quanto riguarda il concetto del parassita, che possiede e modifica i corpi
delle sue vittime, sia per la situazione d'isolamento forzato in cui vengono posti i personaggi. Una giovane coppia, in vena di romantico campeggio, viene sequestrata da un'altra coppia (di disperati), lui galeotto in
fuga e lei con qualche rotella fuori posto. Giunti ad un'isolata stazione di servizio, i “nostri” si troveranno ben presto barricati all'interno della stessa, per sfuggire agli attacchi di un tremendo parassita assetato di sangue. Quest'ultimo infetta le sue prede fino a possederne ogni singola fibra muscolare, inducendo il corpo che lo ospita a contorsioni e mutilazioni orribili. Nulla di nuovo sotto il sole, ma il compito è ben svolto da Wilkins (“The Grudge 3” ) che con una manciata di discreti attori, una singola location ed un'ambientazione notturna, riesce ad imbastire un film piacevole che, specie nella prima parte, regala anche qualche buon brivido. Buono il reparto effetti speciali curato dalla Quantum Creation FX che realizza corpi maciullati, colti da frenesia, e che rende sufficientemente disgustoso lo spinoso parassita. Peccato che nell'ultima mezzora, nonostante i lodevoli intenti della sceneggiatura che sforna idee più o meno buone, la tensione cali progressivamente fino al finale pregno di eroismo ma scarso in quanto a credibilità. Resta comunque valida la regia che gestisce bene gli spazi limitati con ottimo senso del ritmo e che si fa perdonare la scelta di rendere spesso poco comprensibili le dinamiche delle azioni, durante le caotiche aggressioni degli
infetti. Poco distribuito nei cinema americani e subito immesso nel mercato home-video, “Splinter” ha ottenuto esiti commerciali molto deboli. Peccato.

VOTO: 6,5

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