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Uno degli shock-movies pił aberranti e maggiormente "mutilati" dalla censura
cinematografica. La storia vede un'affascinante scrittrice,
di nome Jennifer (Camille Keaton), che va a vivere in una villetta isolata
in un paesino rurale americano. La donna viene aggredita
da quattro zoticoni del posto che la violentano ripetutamente
e la seviziano brutalmente. Creduta morta dal branco di bastardi, viene abbandonata nella villa. Ma Jennifer, ripresasi
lentamente dallo shock fisico e psicologico, mediterą
vendetta. Brutale, sporco, violento, misogino,spietato. Questo
č "Non violentate Jennifer", un film che ai tempi della sua uscita cinematografica (il 1978) fu massacrato da critica e censura ma che, incredibilmente, ottenne un insperato successo commerciale. Merito sicuramente della scottante e morbosa tematica trattata, merito del cinico senso per gli affari del regista Zarchi, merito dello sguardo voyeuristico di un pubblico (specie quello maschile) affamato di sesso, violenza e temache scabrose. Lo stupro della giovane si
protrae per quasi mezz'ora di film e la vendetta finale
č assai pił veloce ed innocua (un'evidente pretesto
per concludere la pellicola, che punta ovviamente sulla
prima parte di pura exploitation).
Meir Zarchi riesce, con pochissimi mezzi, a creare un
film davvero scioccante e feroce, che aldilą del pessimo
gusto di cui s'adorna, lascia indubbiamente il segno
nello spettatore dopo la visione. La regia, minimale, e la fotografia naturalistica contribuiscono a creare un'atmosfera di grande freddezza e distacco. Assistiamo agli orrori e alle violenze perpetrate sullo schermo senza che vi sia neanche una colonna sonora di commento (anche in questo caso, scelta voluta per accentuare l'esposizione quasi documentaristica degli avvenimenti) La scena pił pesante?
Quella in cui la ragazza viene sodomizzata su una roccia,
mentre uno dei quattro bastardi suona l'armonica a bocca
come commento sonoro allo stupro. Il film risente però di un recitazione spesso poco credibile e di talune ingenuità che lo fanno scadere nel ridicolo, specie quando subentra l'improbabile vendetta di Jennifer ma ciò non toglie che "Non violentate Jennifer" resta l'esempio più estremo del sottofilone rape/revenge e, ancora oggi, è in grado di assestare un massiccio pugno nello stomaco dello spettatore.
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