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SNAKES ON A TRAIN
di Mallachi Bros.

E' cosa normale, nel mondo del cinema, che un film di successo, o che comunque ha operato un "battage" pubblicitario martellante, possa avere un seguito di pellicole che, uscendo in coda al film stesso, ne riprendano (per non dire plagino) l'idea di base cercando di catturare ancora una fetta d'incassi. Addirittura , specie negli Stati Uniti, esistono case di produzione che sono in grado di sfornare ripoff, a basso costo ed assemblati velocemente, da immettere nel mercato home-video qualche mese prima dell'uscita nelle sale del film stesso a cui si rifanno. L'obbiettivo è chiaramente quello di infinocchiare gli spettatori più distratti, che finiscono a noleggiare il clone pensando che si tratti dell'originale. La “The Asylum” è una di queste compagnie di produzione/distribuzione, con propensione verso l'horror e il fantasy, che è stata capace di piazzare, in home-video, questo clamoroso “Snakes on a train” mesi prima dell'uscita nei cinema del ben più noto “Snakes on a plane”. La storia è semplice e pretestuosa e vede una coppia, discendente degli antichi Maya, attraversare furtivamente il confine fra Messico e Stati Uniti, per salire a bordo di un treno che li porterà da uno sciamano guaritore che vive a Los Angeles. Sui due giovani grava difatti un'antica maledizione che porta ad atroci sofferenze la ragazza, il cui stomaco si riempie di velenosi serpenti, pronti a sgusciare fuori (in verdissime svomitazzate) per uccidere e contagiare in modo orribile chiunque capiti a tiro. Chiaramente a farne le spese saranno gli ignari passeggeri del treno. Pochissimi mezzi, quattro idee messe in fila con fatica, tanto splatter e recitazione approssimativa, sono gli ingredienti di questo z-movie che però, nonostante tutto, intrattiene per la sua ora e mezza di durata. Peccato che nel finale si scivoli nel delirio più totale, sia per la fretta palese con cui è stata assemblata la seconda parte di film sia per la sceneggiatura che tira fuori perle di rara stupidità (aiutata da interventi in computer graphic davvero disastrosi). Eppure, rispetto a centinaia di ripoff in circolazione, “Snakes on a train” non risulta così pessimo né diretto in modo totalmente pedestre, nonostante il suo alone prepotentemente “weird”. E poi offre azione, tette e sangue. Cioè tutto quello che ci si aspetta da un film simile.

VOTO: 5

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