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SNAKES ON A PLANE
di David R. Ellis

Un ragazzo, che con la sua testimonianza può inchiodare un grosso criminale, viene scortato su un aereo di linea e protetto da un agente dell'FBI che ha il compito di riportarlo negli Stati Uniti per il processo. Ma il criminale, pur di sbarazzarsi dello scomodo testimone, escogita un folle piano per far cadere l'intero aeroplano. Riempie alcuni bagagli di velenosissimi serpenti e, sfruttando dosi di feromone, li rende estremamente eccitati ed aggressivi. Presto i venefici rettili si scateneranno sul velivolo ed inizierà una disperata lotta per la sopravvivenza per tutti i passeggeri. Una trama sciocca quanto basta, serve da pretesto per questo horror/thriller/action con forti dosi di ironia di grana grossa e buona quantità di sangue. Primo esempio di film che è stato concepito dai produttori seguendo i gusti, le richieste e le follie del popolo del web. Grazie ad una campagna pubblicitaria rumorosa, ad una serie di siti web e forum (più o meno ufficiali) e ad un blog (www.snakesonablog.com), il film si è creato intorno un'aurea da cult ed una schiera di sostenitori infervorati. Addirittura, i produttori stessi hanno dovuto aggiungere alcuni giorni di ripresa per realizzare delle scene volute fortemente dai fan. Ma a parte questa bizzarra genesi, “Snakes on a plane” è un b-movie nell'apparenza, ma dal budget più che cospicuo, che vive di situazioni più o meno divertenti, tenute assieme da una storia sin troppo elementare che si appoggia un po' sulla diffusa fobia nei confronti dei serpenti, un po' sulla classica paura del volo aereo e un po' sull'attuale politica del terrore degli attentati terroristici. David R.Ellis, dopo “Final Destination 2” , sembra ormai assuefatto a film fracassoni e si adegua lasciando spesso spazio ad una CG più di quantità che di qualità. Samuel L. Jackson, nonostante l'età avanzi, si dimostra ancora una volta mattatore efficace ed ironico, in grado di reggere la scena per se stesso e per gli altri senza fatica. Nonostante i colpi di scena subentrino a ripetizione, risultano spesso prevedibili, ma il risultato finale è un filmetto scanzonato, esuberante, decisamente grezzo e, nonostante tutti limiti e tutti i passaggi deliranti di sceneggiatura (in primis la scena della depressurizzazione all'interno dell'aereo!), piuttosto divertente. Se visto da ubriachi poi, il successo è garantito.

VOTO: 6

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