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A tre anni di distanza dal secondo capitolo ecco giungere, sempre prodotto e distribuito dalla Concorde di Corman, il terzo stanco episodio di questa slasher-saga. Idee non ce ne sono state prima, figuriamoci adesso e quindi mi accingo a narrarvi della solita combriccola di playmates che si organizzano per il pigiama party e che verranno falciate dal maniaco armato di trapano. Un timido tentativo di struttura whodunit nella prima metà di film, poi la consueta mattanza con momenti splatter, qualche nudo generoso ed ironia di grana grossa. Ma la noia è tanta e la ripetizione di situazioni riprese pedissequamente dagli episodi precedenti è sconcertante. Regia, come consuetudine nella saga, affidata ad una donna, tale Sally Mattison, e sceneggiatura scritta da un'altra donna ancora, ovvero Catherine Cyran. Anche qui qualche elemento di matrice lontanamente femminista (il solito trapano-fallo con cui vengono uccise le ragazze, l'impotenza dello psycho-killer che genera misoginia) cerca di portar fede alla “fama” della saga ma andando a stringere, si tratta di un piattissimo e scontato slasher. Anche la qualità della regia e della fotografia è calata decisamente e gli effetti speciali sono incostanti, alcuni buoni ed altri troppo artigianali. Nota di merito per lo psycho-killer, probabilmente fra i più sfigati di sempre, che nel corso della mattanza finale riceve riceve in testa almeno 2 abat-jour, un vaso ed un piatto di cristallo, una secchiata di sapone da pavimenti, in pieno volto, una fiocina nella gamba ed una coltellata nell'altra. Nel 2003 Jim Wynorski realizza un quarto apocrifo capitolo della saga che, in fase di lavorazione si doveva intitolare “Slumber Party Massacre 4” ma che poi, probabilmente per questioni di accordi economici, sui di diritti di copyright, non raggiunti dalla produzione,
è uscito in home-video come
“Cheerleader massacre”.
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